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09.08.22 - 17:15
Aggiornamento: 18:10

Cevio, ‘due referendum nel piccolo comune’

L’ex consigliere comunale e promotore (rappresentante) della raccolta di firme legata alla scuola chiarisce i motivi della scelta

di Marco Bonetti, ex consigliere comunale
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"Cosa succede? Due referendum nel piccolo comune di Cevio? Diamo alla popolazione il diritto e la possibilità di decidere su due argomenti importanti per il nostro comune. Siete interessati a sapere come siamo giunti a questo punto?
Ultimamente ai consiglieri comunali di Cevio sono giunte, per valutazione, due trattande scottanti. Il Consiglio comunale è rappresentante della popolazione a livello politico. È l’organo che decide. Ma, le decisioni del Consiglio comunale rappresentano ancora i pensieri e le volontà della popolazione? Nel dubbio bisogna dare la possibilità ai cittadini di decidere, ricorrendo al diritto di referendum. Questo perché i costi cagionati dalle decisioni prese dal Consiglio comunale saranno presi a carico dai cittadini, per cui è giustificato chiedere alla popolazione di recarsi alle urne.

La vendita del terreno a Cevio

A Cevio si vuole vendere a un imprenditore/fiduciario, una particella edilizia R3 di proprietà del Comune di più di 3’000 metri quadrati per dividerla in 8 pezzi da destinare ad abitazioni primarie (la suddivisione di una particella di 3’000 metri sita in zona R3, in otto parti, ne comporta una svalutazione importante non permettendo più di costruire su 3 piani). In quanto proprietario il Comune avrà solo una perdita finanziaria. L’intento potrebbe essere a prima vista interessante ma per invogliare la gente ad abitare a Cevio, bisognerebbe prima creare posti di lavoro e non case. Sarà difficile che qualcuno venga a Cevio ad abitare se gli interessi lavorativi saranno altrove e lontani. Inoltre il prezzo di vendita del terreno in questione è irrisorio ovvero, 250 franchi al metro quando ultimamente su suolo del comune di Cevio sono stati venduti terreni simili per più di 350 al metro. Da non dimenticare che il Comune di Cevio dovrà restituire circa 100mila franchi al Cantone, dovuti al sussidio ottenuto anni fa per l’acquisto da parte dell’allora Municipio di Cevio della particella in oggetto. Viene pure ricordato che su suolo comunale ci sono attualmente circa 45 appartamenti o case primarie sfitti. Detto questo risulta difficile capire i vantaggi, a queste condizioni, nel voler vendere la particella di terreno in questione. Oggigiorno vengono, di norma, da parte degli enti pubblici, concessi dei diritti di superficie preservando così questi terreni. Ecco perché viene proposto il referendum. Riteniamo importante che sia la popolazione a decidere se vendere o meno a queste condizioni o se dare la possibilità alle generazioni future di poterne disporre come meglio crederanno.

La realizzazione della scuola a Bignasco

È stato votato un accordo con il Patriziato di Bignasco per la costruzione della nuova scuola elementare comunale. Quanto deciso da parte del Consiglio comunale, dovrebbe dare al Patriziato l’incarico di costruire la scuola per poi affittarla al Comune ottenendo 130mila franchi d’affitto annui previsti (con la tendenza al rialzo degli interessi ipotecari, c’è da credere che l’affitto aumenterà, già dai primi anni a circa 160mila annui). Cosi facendo, purtroppo, saranno inevitabili degli aumenti delle imposte comunali. Assurdo concludere un contratto d’affitto di questo genere quando il Comune di Cevio possiede da tempo un terreno adatto alla costruzione della nuova scuola che tutti desiderano. Infatti a Cavergno è disponibile un terreno di proprietà del Comune sito vicino alla palestra rinnovata recentemente. Quest’ultimo investimento, è avvenuto sempre considerando la nuova ubicazione della scuola elementare che sarebbe sorta. Questa messa a nuovo è costata circa 1,2 milioni di franchi. Si è accettata tale spesa, proprio in previsione che la scuola elementare sorgesse nelle vicinanze come prevedeva, tra l’altro, il progetto d’aggregazione dei Comuni Cevio, Bignasco, Cavergno.

Il Comune di Cevio è in grado, finanziariamente, di costruire la scuola elementare, come asserito dallo stesso Municipio nel messaggio municipale no. 214. Se così non fosse, risulta difficile capire come fa l’esecutivo a proporre alla popolazione di finanziare e costruire un centro balneare da 7/13 milioni di franchi. È giusto che sia un Patriziato a costruire una scuola per il Comune? Né il Municipio e né tantomeno il Consiglio comunale hanno ricevuto da parte del Patriziato alcun progetto ma il Patriziato ha informato la popolazione a mezzo di un volantino come se la scuola fosse pronta a essere edificata. Potrebbe anche sorgere il dubbio che i promotori principali di questa idea non siano stati del tutto imparziali siccome gli attori che hanno portato questa proposta in Municipio sono stati: il presidente del Patriziato nonché municipale, la segretaria del Patriziato nonché municipale, inoltre la presidente dell’allora Consiglio comunale, anch’essa membro del Patriziato. I partecipanti hanno probabilmente agito in buona fede ma il dubbio che qualche conflitto d’interessi possa esserci stato mi sembra plausibile. Oltre a ciò la zona prevista per l’eventuale costruzione della scuola da parte del Patriziato, non è assolutamente adatta. Il problema principale è il traffico e di conseguenza la sicurezza dei nostri bambini.
Infatti nella stessa zona è prevista la costruzione di un centro balneare con area camper, il terreno in questione inoltre si trova in una zona residenziale, le strade attuali non sono confacenti a questo aumento di traffico ecc…
Per contro il terreno a disposizione per l’edificazione della nuova scuola di proprietà del Comune a Cavergno (particella no. 592), si trova in una posizione invidiabile, vicino all’asilo, alla palestra e lontano da ogni pericolo di traffico.

Perché firmare i due referendum? Per dare alla popolazione il diritto di decidere su questi due temi importanti e che avranno delle conseguenze per le generazioni future. È sicuramente il caso di fare uso della nostra invidiabile democrazia principalmente firmando i referendum e in seguito andando ai seggi a esprimere la nostra opinione.

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