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07.05.22 - 09:30

Frontex, siamo coerenti

di Giovanni Luatti, vicepresidente della sezione Plr, Lugano
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Come noto, il prossimo 15 maggio siamo chiamati a esprimerci sul "recepimento del regolamento Ue, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea", meglio noto come "Sviluppo dell’agenzia Europea Frontex".

Per questa votazione, la posta in gioco è davvero molto alta. Un eventuale voto negativo, ovvero di rifiuto a potenziare l’agenzia Frontex, determinerebbe l’uscita automatica della Svizzera dalle regole di Schengen e della Convenzione europea di Dublino con l’immediata conseguenza dell’isolamento nel contesto europeo.

Uno scenario drammatico per la Svizzera, non solo per le implicazioni economiche e sociali, ma anche per quelle legate alla sicurezza.

Frontex è l’agenzia europea per la guardia e il controllo delle frontiere. Dal 2011 la Svizzera ne fa parte e siede all’interno del Consiglio di gestione.

Nell’ambito di questo ruolo, oltre agli altri aspetti positivi di libero accesso ai Paesi che ne fanno parte, accede al sistema d’informazione Schengen che dispone di una banca dati in grado di limitare e/o combattere efficacemente la criminalità organizzata sul nostro territorio e nel contesto europeo.

Votando Sì al quesito referendario si è favorevoli al potenziamento di questa agenzia mantenendo e migliorando le attuali relazioni e condizioni.

Rispondendo di No, come detto sopra, la Svizzera sarebbe fuori da questa organizzazione e purtroppo anche dagli accordi di Schengen.

Senza dilungarmi elencando ulteriori informazioni e benefici nel far parte di questa agenzia e del sistema Schengen, quello che desidero sottolineare è il messaggio politico negativo, incoerente e inutile che lanceremmo all’Europa in caso di voto negativo. Consideriamo infatti l’importanza di mantenere un dialogo costruttivo con l’Europa, nonostante l’interruzione delle trattative sugli accordi bilaterali, anche in considerazione del contesto sociale, culturale ed economico in cui viviamo, oltretutto in un momento storico in cui la Svizzera si trova in prima linea nell’affrontare l’emergenza della guerra attraverso misure eccezionali per accogliere i rifugiati ucraini.

Il voto favorevole e convinto di tutti i liberali radicali è quindi fondamentale per garantire il successo di questa votazione e contribuire a sviluppare e migliorare Frontex, nel pieno rispetto dei diritti umani, potenziando la rete di protezione nazionale e internazionale.

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