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30.04.22 - 17:51
Aggiornamento: 20:50

Lex Netflix: quantità o qualità?

di Pamela Molteni, vicepresidente Gudc
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La Lex Netflix è un’occasione di crescita o una condizione di svantaggio per la Svizzera? In questa situazione bisogna individuare chi viene toccato da questa modifica di legge e le conseguenze che ne scaturiscono.

Accettando questa modifica si favorisce la produzione cinematografica elvetica e si migliorano le possibilità di crescita e visibilità delle lobby cinematografiche svizzere nel mercato cinematografico. Questo grazie al versamento, nel fondo federale utilizzato per la cinematografia locale, del fatturato delle piattaforme private del 4% realizzato in Svizzera. Qualche milione in più nelle tasche delle lobby svizzere a spese dei cittadini. I quali saranno tenuti a pagare una tariffa mensile di Netflix, Disney + o Amazon Prime più elevata a causa di questo versamento del 4%.

Ogni anno vengono versati già 120 milioni presi da tasse e contributi Serafe in favore del cinema elvetico, perciò questo settore è già ben finanziato. Inoltre le piattaforme private dovranno presentare un catalogo che sia costituito da almeno il 30% di film europei. Questo comporta una limitazione dell’offerta presente in queste piattaforme, un ostacolo alla garanzia di soddisfazione dei desideri e richieste degli abbonati e infine può nascere una carenza di qualità. Imponendo una percentuale (30%) minima di film europei, si rischia una minor qualità, varietà e diversità del catalogo cinematografico.

Lasciamo decidere ai consumatori quali film vogliono avere a disposizione senza restrizioni e imposizioni. Quindi la Lex Netflix sembra dare più importanza alla quantità e non alla qualità del cinema svizzero, ma noi non vogliamo questo. Perciò votiamo No il 15 maggio.

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