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27.04.22 - 05:30

Lugano, quel ‘topolino’ partorito per Villa Favorita

Martino Rossi, autore della mozione del 2004 approvata nove anni dopo, commenta il ‘capolavoro’ di una variante di Piano regolatore ‘accorciata’

di Martino Rossi
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L’ex consigliere comunale di Lugano Martino Rossi

È davvero un topolino quello partorito dalla montagna che ha condotto alla "Variante Villa Favorita" del Piano regolatore (Pr) di Lugano. La montagna sono i 18 anni di rapporti, negoziati, discussioni e silenzi trascorsi dall’inoltro al Consiglio comunale (da chi scrive) della mozione "La Città acquista e valorizza Villa Favorita" (10.9.2004). Il suo scopo era "l’apertura al pubblico di accesso e percorso del viale e del parco sulla riva del lago e la valorizzazione degli edifici e del giardino a fini culturali, ricreativi e turistici". Il topolino è la "Promenade Favorita" della variante di Pr. Consiste nell’allargamento del marciapiede di via Riviera (strada veicolare da Lugano verso Brè e Gandria) e dallo spostamento dal lato a valle a quello a monte dei posteggi lungo via Cortivo che da via Riviera conduce al posteggio prima del sentiero di Gandria.

In più – è il fiocchetto rosa sulla testolina del topolino – per gentile concessione dei proprietari si potranno percorrere i circa 70 metri (sugli 800 metri del viale a lago di Villa Favorita) che dal cancello su via Riviera conducono a Casa Corbellina. Questa, per il rapporto di pianificazione "costituisce, con il giardino di pertinenza volto verso il lago, una splendida entrata della passeggiata nel parco di Villa Favorita". Quell’entrata sarà però preclusa ai frequentatori della "Promenade": da lì, tramite una scala, dovranno risalire su via Riviera. Provate a percorrere la "Promenade". Su via Riviera assorbite i rumori e i fumi degli 8’500 veicoli/giorno che vi transitano. Però vedete il lago. Sulla stretta via Cortivo dovete schivare le automobili, ma non è un problema: non potete distrarvi perché lì non vedete né il lago, né il parco e gli edifici storici del comparto Villa Favorita. La sua parte alta è stata infatti edificata e siepi e alberi precludono ogni vista panoramica. Come si è giunti a questo "capolavoro" della politica luganese? Ci sono voluti 9 anni prima che il Consiglio comunale (Cc) potesse votare una risoluzione concordata fra il mozionante e il Municipio, che ridimensionava il sogno di replicare ciò che la piccola Lugano aveva saputo fare nel 1912 (acquistò, con procedura di esproprio, Villa Ciani e il suo parco a lago a favore dei cittadini), ma che prevedeva però un mandato importante e chiaro al Municipio.

La risoluzione, approvata all’unanimità dal Cc l’11 novembre del 2013, recitava: "Il Municipio prosegue la discussione con la proprietaria e il detentore del diritto di compera e intraprende ogni altra misura necessaria (variante di Pr, iscrizione di un diritto di passo pubblico, acquisto, esproprio) per conseguire l’obiettivo della pubblica fruizione del viale a lago e di parte del parco (mappale 291), come pure di un collegamento con Via Cortivo". Si noti che la legge prevede un anno e mezzo circa fra la presentazione di una mozione e la decisione del Cc. Si noti anche un altro punto della decisione: "Il Municipio presenta, entro 2 anni al più tardi, un messaggio per l’adozione delle misure di competenza del Consiglio comunale". Da allora sono già passati 9 anni e il messaggio municipale non c’è ancora. C’è solo, dallo scorso 11 aprile, il progetto di variante di Pr con la "Promenade Favorita" (i cittadini possono scaricarlo dal sito della Città e inoltrare osservazioni). Poi, chissà quando, si redigerà il messaggio per il Cc.

Eppure, il 5 luglio del 2013 il Municipio scriveva che "si ritiene possibile una proposta di acquisizione parziale del parco (…) per una superficie complessiva di 14’252 mq" e che "questa soluzione si considera attuabile con uno sforzo sostenibile per la Città". E allora? Allora i Municipi che si sono succeduti negli anni si sono comportati da topolini piccoli piccoli di fronte ai baroni del danaro che si sono succeduti nella proprietà della Favorita e della sua splendida e lunga riva a lago, hanno ignorato gli impegni assunti e abdicato di fronte alle aspettative dei cittadini mettendoci 18 anni per confessarlo. Ma forse non è finita: l’ultima parola spetta al Consiglio comunale…

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