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Luca Maghetti
26.01.22 - 07:09
Aggiornamento : 17:35

Bici e natura, sul San Giorgio possono convivere

Dibattito aperto sul progetto che porta le mountain bike sulla montagna targata Unesco. Tra censure e obiettivi turistici.

di Luca Maghetti, Mendrisio

Sull’ultimo numero della rivista della Stan, la Società ticinese per l’arte e la natura, rivista di cui sono felice abbonato, ho letto un contributo del presidente Tiziano Fontana sul progetto di sistemazione di sentieri per mountain bike sul Monte San Giorgio. Tale contributo mi ha lasciato più che perplesso. In effetti, il presidente Fontana, riportando la cartina dell’area del Monte San Giorgio costitutita patrimonio dell’Unesco, riassume i contenuti della opposizione presentata al progetto, rilevando in particolare che l’area, proprio in quanto spazio patrimonio dell’Unesco, dovrebbe restare del tutto intoccabile.

Ebbene, da ciclista e amante della natura ritengo, al contrario, che una convivenza, anche sul Monte San Giorgio, sia possibile e anche auspicabile. Le vie per le mountain bike previste per il Monte San Giorgio riguardano piuttosto vecchi sentieri, in pratica abbandonati, sul crinale verso Riva San vitale. Quindi, trattasi di una zona dove la manutenzione del bosco è stata trascurata, almeno negli ultimi anni anche a causa dei frequenti eventi atmosferici, zona nemmeno molto frequentata dagli escursionisti a piedi.

Quindi, ben venga una rivalutazione di questa parte della montagna che permetta anche di farla conoscere, non solo agli appassionati di mountain bike. Condizione irrinunciabile è ovviamente il rispetto reciproco tra pedoni e ciclisti. Rammento poi che la montagna del San Giorgio è patrimonio dell’Unesco specialmente in virtù dei suoi fossili, di assoluto valore scientifico. Tuttavia non si riesce a comprendere come la sistemazione per l’escursionismo, anche con la mountain-bike, possa mettere concretamente in pericolo il significato profondo della protezione del Monte San Giorgio tramite il vincolo dell’Unesco.

Infine, non posso condividere l’idea che la natura, per restare protetta, debba essere esclusa da ogni attività umana, anche a basso impatto, come la pratica dell’escursionismo con la mountain bike. Quindi auspico che questo dibattito porti infine a una soluzione praticabile, che permetta la sistemazione dei sentieri per un’attività molto importante qual è la mountain bike, attività che indubbiamente può portare più turisti a conoscere il Monte San Giorgio. Come detto ci vuole ovviamente rispetto, ma da parte di tutti.

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