laRegione
04.06.21 - 19:36

Abbiamo taciuto troppo a lungo

di Carla Borla
abbiamo-taciuto-troppo-a-lungo
Ti-Press

Domenica 30 maggio 2021, ore 7.00. La radio annuncia che nel corso della notte l’ala dell’ex Macello che ospita il Molino CSOA è stata sgomberata e demolita. Sgomento, la domanda: – Ma in quale paese viviamo? –. Abbiamo taciuto quando abbiamo conosciuto la sorte della madre profuga, con due bambini piccoli, prelevata dalla polizia in piena notte per essere scacciata dal nostro paese. Prima ancora, quando il papà peruviano di due bambini ben inseriti in una scuola nelle Centovalli, dopo un lunghissimo interrogatorio, era sparito con loro. O quando abbiamo saputo a chi venivano affidati gli asilanti nei bunker che li ospitano, lontano dai nostri occhi. Avevamo capito che il nostro governo agiva con questi sistemi per non farci sapere cosa realmente accadeva, perché noi non fossimo disturbati.

Non possiamo più tacere oggi di fronte alle macerie del CSOA, non solo muri demoliti, ma la dispersione di una popolazione variegata, molti giovani alla ricerca di un modo di vivere alternativo al cieco consumismo, chi costruttore di rapporti umani aperti e solidali, benevoli, qualcuno sì, disarcionato dalla vita, scomodo. Sono critici nei confronti di quello che siamo diventati, ci mostrano a volte i torti di una società che non ha saputo o voluto includerli, oppure solo le loro fragilità. Non possiamo più tacere oggi di fronte ad autorità che calpestano tutto questo, schierando mezzi repressivi sproporzionati. Questa volta, metaforicamente, sono usciti alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, anche se era piena notte a Lugano. Mettiamoci a lavorare con tutte le nostre forze, produciamo e diffondiamo cultura, per una società aperta, tollerante, accogliente, solidale, giusta, democratica. Perché i Molinari non provino solo rabbia e disperazione.

Potrebbe interessarti anche
ULTIME NOTIZIE I dibattiti
© Regiopress, All rights reserved