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I dibattiti
24.07.20 - 17:290

La morte del cane Sturn, 'attacchi e calunnie sui social'

L’ultimo weekend ero di servizio per il picchetto veterinario cantonale. Alle 8 di sabato mattina si è presentata in urgenza una Signora in lacrime dicendomi che aveva deciso di far eutanasiare il suo cane cieco e sordo cha abbaiava giorno e notte. Mi ha detto che da settimane aveva provato di tutto, che i vicini l’avevano denunciata, che la polizia era venuta a più riprese e che adesso le aveva ingiunto di far eutanasiare l’animale, altrimenti avrebbero provveduto loro. Io ho controllato il cane che effettivamente era cieco e sordo e abbaiava senza sosta. Ho consultato online il registro AMICUS dei cani e verificato che il cane appartenesse alla Signora. Lei mi ha ripetuto che lo faceva su ingiunzione della polizia e che era l’unica soluzione. L’eutanasia è sempre una decisione dolorosa per il proprietario, ma anche per il veterinario. Mi sono fidato di quello che diceva la proprietaria.
Due giorni dopo sono stato contattato da una collega veterinaria che si occupa di un canile nella regione di Como. Mi ha informato che il cane era stato dato in adozione da loro e mi ha richiesto un certificato di decesso. 
Da lì si è scatenato un putiferio di lettere di insulti e di minacce di morte indirizzate al nostro studio per mail, telefono e soprattutto sui Social.

Riporto la lettera che ho ricevuto ieri dalla collega veterinaria del canile che forse fa un po’ di chiarezza: “Purtroppo mi rendo perfettamente conto dell'assurdità di quello che sta succedendo, il giorno stesso in cui ci siamo sentiti ho saputo che tutta la storia già stava girando sui social, in particolare sulla chat di un'associazione denominata 'progetto wonder dogs', della quale la signora XX aveva fatto parte, avendo tentato di diventare educatore per cani disabili. Adesso leggo – come sempre in questi casi – affermazioni deliranti, gente che augura la morte a tutte le persone coinvolte nel caso, compresi peraltro anche i responsabili degli amici del randagio, colpevoli di avere affidato il cane alla persona sbagliata.
Ho già fatto presente più volte, peraltro, che chi cerca il chip del cane in anagrafe svizzera vede solo la data in cui è stato iscritto, ma non i "trascorsi" italiani, per cui so che non potevate sapere che il cane proveniva da un rifugio, dove avrebbe potuto tranquillamente tornare. Purtroppo siamo stati tutti presi in giro da una persona e concordo che la situazione sia ora tutt'altro che piacevole, come sempre quando la folla si muove pensando solo a vomitare la propria rabbia, che sia dal vivo o su un social. Ho già espresso tutte le mie perplessità riguardo a certi comportamenti anche al direttivo dell'associazione, sono furibonda. Mi dispiace moltissimo per quello che state passando.
Come mi diceva un'amica, i social ti triturano e ti sputano fuori, c'è solo da sperare che passi in fretta”.

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