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26.09.22 - 15:00
Aggiornamento: 17:12

I politici italiani? ‘Non hanno un amico’

Il comico Luca Bizzarri stila un breve bilancio sulle bizzarrie comunicative della campagna elettorale appena conclusa

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(Facebook)

Luca Bizzarri sta mangiando la focaccia quando gli telefoniamo per fare il punto sulla campagna elettorale appena conclusa in Italia. II boccone non gli impedisce di tornare sugli episodi più surreali visti negli ultimi mesi, oggetto del podcast quotidiano che il comico ha realizzato per Chora Media: ‘Non hanno un amico’. L’amico in questione è quello che avrebbe dovuto far capire a diversi leader politici come non sia un’ottima idea, ad esempio, andare su TikTok e rivolgersi ai giovani come se fossero tutti deficienti, oppure ricordare in diretta televisiva quella volta che hai regalato centinaia di bidet a Gheddafi. Ne parliamo facendo prima una premessa, che Bizzarri ci tiene a sottolineare: "Io parlo sempre e solo di comunicazione, la politica mi interessa relativamente".

E quindi com’è andata a finire, questa comunicazione?

Mi sembra che sia andata come tutti si aspettavano: il disastro comunicativo, d’altronde, era sotto gli occhi di tutti anche prima. Se i vari leader avessero avuto un amico, appunto, costui glielo avrebbe anche detto. In questo contesto, credo che Meloni sia stata premiata per aver trasmesso una parvenza di coerenza: è bastato questo per farla vincere, in un momento così disastroso per la politica.

A forza di fare gli scemi sui social, però, siamo arrivati al trionfo della destra (post?)fascista. O no?

Ma sì, ma qui da noi lo sapete che la situazione è sempre grave, ma non è mai seria. Devo dire che io non sono così preoccupato dal futuro, non credo che ci aspetti una deriva fascista, non mi spaventa quella roba lì. Intanto perché non credo che ormai la politica nazionale possa prendere chissà quale decisione in totale autonomia, grazie a Dio facciamo parte di un’Unione europea che mette certi paletti. Ma anche se così non fosse, ecco, io non ci credo al ritorno dei balilla, mi pare un pericolo abbastanza inconsistente.

I momenti involontariamente comici di questa campagna sono stati parecchi. Conte e i suoi ‘graduidamende’ da capopopolo, la goffaggine dei manifesti Dem messi in caricatura da mezzo mondo, Berlusconi che si presenta su TikTok come se avesse a che fare con dei bimbi dell’asilo o ancora – forse l’apice assoluto – racconta di quando insegnò a Gheddafi a usare il bidet. Qual è il suo preferito?

Sì, quello dei bidet in effetti è stato un bel momento. Ma è difficile isolarne uno solo, sono davvero troppi. Ad esempio Letta quando dice che lui con Fratoianni (dell’Alleanza Sinistra/Verdi, ndr) non va a governare, ovvero: uno che non ha nessuna speranza di governare dice che comunque non lo farà con un altro con cui si è appena alleato! Per fare il podcast ho anche passato del tempo ad ascoltare le dirette notturne di Salvini su TikTok, ed era come ascoltare un ragazzino di sedici anni, il livello era quello. Una cosa surreale, folle. Ma anche patetica, eppure nessuno gliel’ha fatto notare, proprio come nessuno ha impedito a Berlusconi di mettersi davanti alla telecamera a farfugliare.

Lei dice di sperare nell’Europa, che in passato è intervenuta spesso sui destini dei governi italiani. Ma non si tratta di un’invasione di campo?

Io credo molto nell’Europa, ci credo nei fatti: penso che ormai non si possa pensare più solo al proprio orto. Di più: abbiamo capito – e la pandemia ce l’ha spiegato particolarmente bene – che non esiste più il nostro orto, distinto da quello degli altri. E quindi è nei fatti che a un certo punto deve affermarsi un’Unione forte, capace di salvaguardarci da ulteriori guai, specie in momenti ‘bellici’ come questo.

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