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22.09.22 - 21:21

Israele, Lapid apre a uno Stato palestinese 

Netanyahu: ‘Ci danneggia’. Truss valuta ambasciata a Gerusalemme 

Ansa, a cura di Red.Web
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Yair Lapid durante il suo discorso all’Onu

Congelata da tempo, la soluzione a due Stati ritorna evocata proprio da Israele. A rimetterla al centro del tavolo il premier Yair Lapid davanti l’Assemblea generale dell’Onu a New York, nell’ultimo scampolo del suo mandato prima delle elezioni del prossimo 1 novembre. "Un accordo con i palestinesi, basato su due Stati per due popoli, è la cosa giusta per la sicurezza di Israele, per la sua economia e per il futuro dei nostri bambini", ha sottolineato Lapid. Un discorso fortemente emotivo – più volte segnato dalla parola pace, tranne che riguardo all’Iran – le cui anticipazioni, filtrate in mattinata, hanno tuttavia trovato in patria più critiche che consensi, anche tra i ministri del suo stesso governo, come Aylet Shaked. Dura la reazione di Benyamin Netanyahu: "Un discorso fatto di debolezza e di disfattismo. Lapid – ha attaccato Netanyahu denunciando in video che l’apertura "danneggia il futuro di Israele" – riporta i palestinesi sul palcoscenico mondiale e mette Israele nella fossa palestinese". Ma l’intervento sarà sicuramente apprezzato a livello internazionale, a cominciare dagli Usa per passare all’Europa.

La condizione, ha aggiunto nel suo discorso Lapid dopo aver detto che la maggior parte degli israeliani, lui compreso, è a favore di quella Soluzione, è solo una: "Il futuro Stato palestinese dovrà essere pacifico. Che non diventi un’altra base dalla quale si possa minacciare il benessere e la stessa esistenza di Israele. E che Israele abbia la capacità di proteggere la sicurezza di tutti i suoi cittadini in ogni momento".

Se l’intervento è parso ad alcuni richiamare alla mente la forza delle scelte dell’ex premier Yitzhak Rabin, ora bisognerà vedere la reazione dei diretti interessati. In attesa del suo intervento, Abu Mazen ha incontrato il primo ministro britannico Liz Truss, che aveva visto prima Lapid. E proprio al premier israeliano, Truss ha detto che Londra "valuta" lo spostamento della propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, sulla scia degli Usa. Se avverrà - è opinione di analisti - la mossa avrà ripercussioni evidenti.

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