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Belgio
12.09.22 - 12:35
Aggiornamento: 17:32

Al via il processo per gli attentati di Bruxelles

Da oggi alla sbarra per rispondere dei fatti del 22 marzo 2016, in cui morirono 32 persone tra l’aeroporto Zaventem e la metropolitana di Maelbeek

Ats, a cura di Red.Web
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Kerystone
Il cordoglio della popolazione dopo gli attentati

Al via oggi a Bruxelles l’udienza preliminare del processo per gli attentati jihadisti del 22 marzo 2016, in cui si contarono 32 vittime e centinaia di feriti. Tradotti in aula tutti gli imputati, tra gli altri con i fratelli Smaïl e Ibrahim Farisi, a eccezione di Osama Atar, che si presume sia nel frattempo morto.

Ha cambiato posizione Salah Abdeslam, che aveva dichiarato di voler partecipare alle udienze, e ha invece detto oggi di non voler ulteriormente comparire in aula e voler essere invece rappresentato solo dai propri legali, "per solidarietà con i coimputati" in un processo che "inizia ingiustamente". Lo riferiscono i media belgi. Simile annuncio ha fatto Smaïl Farisi, sostenendo di essere "al processo di Norimberga". "Se sono qui", ha affermato a sua volta il fratello Ibrahim Farisi, se "mi sono arreso alla polizia", "è perché mio fratello è innocente".

Gli attacchi del marzo 2016 ebbero luogo tra l’aeroporto di Zaventem e la stazione della metropolitana di Maelbeek. Dieci gli accusati: Oussama Atar (che si presume sia morto in Siria), i fratelli Ibrahim e Smaïl Farisi, Bilal El Makhoukhi, Hervé B. Muhirwa, Mohamed Abrini, Osama Krayem, El Haddad Asufi, Sofien Ayari, e Salah Abdeslam, già condannato all’ergastolo per gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.

Quella di oggi è un’udienza tecnica che si è aperta tra le polemiche delle difese per il trattamento riservato agli accusati, rinchiusi in ‘box’ trasparenti, senza poter interagire liberamente con i propri avvocati, che le hanno definite delle ‘gabbie’. "Non permetteremo che vengano trattati come animali", ha dichiarato un avvocato difensore entrando in aula. È per questo che la maggior parte degli imputati si è rifiutata di comparire ed è rientrata nelle proprie celle, come Abdeslam, che appunto ha definito il processo "ingiusto" prima di andarsene.

L’ufficio del procuratore federale ha identificato, per il più grande processo mai organizzato in Belgio davanti a una giuria popolare, 960 parti civili tra persone ferite e parenti delle vittime che chiedono il risarcimento dei danni. Per poter accogliere più persone durante le udienze, la magistratura belga ha messo a disposizione l’ex quartiere generale della Nato a Bruxelles.

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