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31.08.22 - 21:26
Aggiornamento: 21:43

L’Aiea a Zaporizhzhia si ferma sulla porta

I filorussi: gli ispettori avranno un solo giorno per l’ispezione dell’impianto nucleare. I tecnici: ‘Cerchiamo di evitare un incidente’

Ansa, a cura di Red.Estero
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(Keystone)

La missione dell’Aiea si è fermata sulle soglie di Zaporizhzhia. Stretti tra provocazioni e preoccupazioni di sicurezza, i tecnici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, giunti in Ucraina per monitorare la delicatissima situazione nella centrale nucleare più grande d’Europa, entreranno nell’area dell’impianto non prima di domani.

Finiti nella morsa del braccio di ferro tra Kiev e Mosca sul percorso "legittimo" per accedere alla struttura, dopo giorni di accuse incrociate di attacchi, gli esperti dell’Onu, arrivati con un convoglio da Kiev, sono rimasti bloccati per tutta la giornata alle porte di Energodar, la città in mani russe dove ha sede la centrale. Nessun "pass speciale" per entrare, ha avvertito Volodymyr Rogov, membro del consiglio regionale fedele a Mosca. "La missione Aiea farà la fila per arrivare nella parte liberata della regione di Zaporizhzhia", ha spiegato, sottolineando che invece sarebbe potuta arrivarci "rapidamente e senza ostacoli dalla Russia". Ma sul passaggio attraverso i territori controllati da Mosca c’è stato sin dall’inizio il veto di Kiev, che non voleva legittimare la presenza del nemico e fino all’ultimo ha continuato ad accusare i russi di "sparare sui corridoi utilizzati dalla delegazione dell’Aiea".

I problemi per gli esperti dell’Onu difficilmente finiranno una volta entrati. Nella centrale non potranno restare più di 24 ore per i loro interventi di monitoraggio, hanno avvertito ancora i filorussi. Gli ispettori "hanno un giorno per ispezionare il funzionamento dell’impianto. Se diranno che è necessario intervenire su alcuni elementi, saremo in grado di farlo nel corso dell’ispezione", ha detto Yevhen Balytskyi, capo dell’amministrazione regionale filorussa. Un diktat che si scontra con le rassicurazioni della diplomazia di Mosca, che ha promesso di fare "tutto il possibile per assicurare il successo della visita" e anche il suo prolungamento, e con l’auspicio della stessa Aiea di stabilire una "presenza permanente" per monitorare le condizioni dell’impianto, dal livello di radiazioni alla stabilità della struttura, favorendo così anche una possibile sospensione delle ostilità.

"Ci stiamo finalmente muovendo, dopo diversi mesi di sforzi", ha spiegato il direttore generale dell’organizzazione, Rafael Grossi, che ha fissato in "alcuni giorni" – sabato la scadenza indicata finora – l’orizzonte di questa missione. "È una missione che cerca di evitare un incidente nucleare", ha sottolineato. Ma lo spazio di manovra del team di 14 esperti resta tutto da verificare.

La controffensiva prosegue

Intanto, poche centinaia di chilometri più a sud infuria la battaglia di Kherson. La controffensiva annunciata lunedì dalle forze armate ucraine prosegue avvolta da un forte riserbo militare, con l’obiettivo di non offrire vantaggi informativi al nemico. Ma a Kiev, come ha sottolineato l’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky invitando a evitare speculazioni e trionfalismi, c’è la consapevolezza che si tratterà di un’operazione lunga e complessa.

La strategia per puntare alla riconquista si concentra al momento sul taglio dei rifornimenti, che i comandi di Mosca starebbero cercando di far affluire a ovest del fiume Dnepr dalla Crimea – dove ancora oggi ha preso fuoco un deposito di petrolio e si contano almeno 54 esplosioni in due settimane per sospetti attacchi missilistici e di droni – e dalle retrovie. Le truppe ucraine hanno rivendicato di aver ripreso il controllo dei ponti stradali strategici Kakhovsky e Antonivskiy, bombardati nei giorni scorsi, e di aver distrutto diversi arsenali nemici.

Ma secondo gli analisti, le forze russe sono pronte a serrare le file e ingaggiare una battaglia prolungata, mentre la Difesa di Mosca assicura che l’esercito ucraino ha perso oltre 1’700 uomini, quattro aerei e 63 carri armati in due giorni di "fallita" offensiva lungo la linea Mykolaiv-Kryvyj Rih.

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