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26.08.22 - 15:11
Aggiornamento: 21:48

Moderna contro Pfizer e BioNTech per i vaccini anti Covid

L’azienda farmaceutica fa causa alla concorrenza: ‘La tecnologia usata da Pfizer-BioNtech violerebbe i nostri brevetti depositati fra il 2010 e il 2016’

Ats, a cura di Red.Web
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Pfizer e BioNTech hanno copiato da Moderna la tecnologia per l’uso dell’Rna messaggero (mRna) alla base del vaccino anti-Covid di entrambi? Spetterà ai giudici tedeschi e americani venire a capo del quesito, visto che proprio Moderna farà causa alle due concorrenti.

L’azienda ha spiegato che l’azione legale dovrebbe servire a “proteggere la nostra piattaforma innovativa a mRna, nella quale abbiamo investito miliardi e che abbiamo brevettato nel decennio precedente alla pandemia del Covid”. Quello che si chiede non è il ritiro dal mercato del prodotto concorrente, ma un accordo di licenza per permettere un uso dei propri brevetti a prezzi “commercialmente ragionevoli”, calcolato in modo retroattivo a partire dallo scorso marzo: cifre a parecchi zeri, visto che solo quest’anno le tre società potrebbero incassare 50 miliardi di franchi dalla vendita dei vaccini.

Pfizer e BioNTech si sono dette pronte a difendere la legittimità dei loro stessi brevetti, che evidentemente non ritengono copiati da quelli depositati da Moderna (semplificando molto: la registrazione di brevetto, a differenza del segreto industriale, prevede di consegnare la sua ‘descrizione’ in registri pubblici: in linea di massima tutti possono vederla, ma per utilizzarla dovrebbero pagare una licenza). La causa era nell’aria da un pezzo, tuttavia era stata congelata per evitare che certe dispute rallentassero la corsa al vaccino.

Cambiare idea

Ma anche, a pensar male, per evitare danni d’immagine in piena pandemia per Moderna, peraltro ampiamente sussidiata dalle casse pubbliche durante la ricerca del vaccino anti-Covid: ha ricevuto due miliardi e mezzo di dollari pubblici dal governo americano. All’inizio della pandemia la casa farmaceutica aveva promesso che non avrebbe rivendicato i suoi diritti sulla proprietà intellettuale durante l’emergenza, ma il 7 marzo ha rivisto il suo impegno applicandolo solo ai Paesi a basso reddito. Una modifica che ha reso l’azione legale possibile, limitando però la sua validità al periodo che decorre da quella data.

L’azione legale arriva proprio mentre gli Stati Uniti si avviano a entrare nella fase commerciale per i vaccini. Il governo americano non intende infatti più acquistarli direttamente, bensì scaricarne i costi sui tradizionali canali di mercato, ovvero le assicurazioni sanitarie, la case farmaceutiche e i consumatori. Una mossa che si tradurrà probabilmente in un aumento dei prezzi e, quindi, in maggiori ricavi per le aziende che li producono.

I brevetti ‘contesi’

Andando più nel tecnico, la disputa riguarda l’uso della tecnologia a Rna messaggero, che ‘insegna’ alle cellule come produrre una proteina capace di attivare la risposta immunitaria al coronavirus. Proprio tale tecnologia aveva contribuito in misura decisiva a trovare un vaccino in pochi mesi invece che in alcuni anni, come succede di solito. “Riteniamo che Pfizer e BioNTech abbiano illegalmente copiato le nostre invenzioni e abbiano continuato a usarle senza permesso”, ha affermato la responsabile legale di Moderna, Shannon Thyme Klinger.

Secondo Moderna, a essere stati ‘rubati’ sono due elementi centrali delle loro tecnologie, brevettati tra il 2010 e il 2016. Anzitutto, Pfizer e BioNTech avrebbero testato quattro diversi prototipi di vaccino, scegliendo però alla fine quello che guarda caso “ha esattamente lo stesso tipo di modifica chimica dell’Rna messaggero” del concorrente, che però l’avrebbe sviluppata molto prima. La seconda violazione della proprietà intellettuale riguarderebbe invece la codifica di una proteina già pensata per la ‘sindrome respiratoria mediterranea’ (Mers), una proteina ‘spike’ analoga a quelle del Sars-CoV-2, rivelatasi anch’essa cruciale per sviluppare alla svelta il vaccino.

Intanto altre case farmaceutiche e istituti di ricerca – ad esempio la tedesca CureVac – avevano già fatto causa a loro volta alle americane Moderna e Pfizer e alla tedesca BioNTech, sostenendo che semmai erano stati loro a essere ‘derubati’.

Ora starà alle corti del Massachusetts e di Düsseldorf capire meglio cosa diavolo sia successo.

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