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23.08.22 - 21:20
Aggiornamento: 23:00

Lavrov: ‘Nessuna pietà per i killer di Darya’

Continua il botta e risposta fra Mosca e Kiev nel giorno dei funerali della figlia dell’ultranazionalista Alexander Dugina, morta in un attentato

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La Russia non avrà "nessuna pietà" per chi ha progettato, ordinato ed eseguito l’attentato (un autobomba) capace di uccidere Darya Dugina, la figlia dell’ultranazionalista Alexander. È quanto affermato dal ministro degli esteri bolscevica Sergei Lavorv durante una conferenza stampa tenutasi a Mosca proprio nel giorno della funzione commemorativa della donna. Un ultimo saluto a cui hanno partecipato centinaia di persone: molti hanno voluto portare un mazzo di fiori nel Centro televisivo Ostankino, dove il ritratto della giovane in bianco e nero è stato esposto su una bara aperta. "Non aveva paura – ha commentato il padre, seduto di fianco alla moglie –. Le ultime parole che mi ha detto sono state: ‘Mi sento un guerriere, un eroina. Voglio diventarlo, non aspiro ad un’altra sorte. Voglio essere con il mio popolo, con il mio Paese’. Ed è proprio morta per il popolo, per la Russia, al fronte". Ieri il presidente russo ha firmato un decreto sull’assegnazione postuma dell’Ordine del Coraggio a Dugina.

Ma neppure oggi, nel giorno della cerimonia funebre, si è placato il botta e risposta fra Mosca e Kiev sul mandante dell’attentato. Secondo i servizi segreti russi, infatti, a realizzare l’autobomba è stata un’agente ucraina, arrivata in Russia a fine luglio e poi fuggita in Estonia (che, tuttavia, rispedisce al mittente qualsiasi provocazione), e il vero obiettivo era il padre. Il governo ucraino smentisce però le accuse e nega ogni responsabilità: l’uccisione di Darya Dugina è stata una "esecuzione perpetrata dai servizi segreti russi e l’Ucraina non ha nulla a che fare. Il sostegno alla guerra sta calando in Russia e il Cremlino ha bisogno di una mobilitazione sociale: per questo stanno pianificando una serie di atti terroristici nelle città russe, con tante vittime civili. Dugina è stata solo la prima. L’Ucraina, a differenza della Russia, non è in guerra con i civili", ha dal canto suo replicato Oleksii Danilov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, citato dal giornale Ukrainska Pravda.

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