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22.08.22 - 15:56
Aggiornamento: 17:42

Prescritti i reati di Cuomo, tornerà in possesso dei suoi averi

Il ‘re delle sigarette’, condannato per corruzione passiva a Lugano, è stato coinvolto nella maxi inchiesta ‘Tobacco connection’

di Marco Marelli
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Ti-Press
Un iter giudiziario lungo 18 anni

Lo ‘zio Gerry’ torna in possesso dei "risparmi di una vita". Per chi non lo sapesse lo ‘zio Gerry’ è Gerardo Cuomo, commerciante all’ingrosso (a suo dire) di sigarette e boss del contrabbando di "bionde", come testimoniato da numerose vicende giudiziarie in cui è rimasto coinvolto. Una di queste ha avuto pesanti conseguenze in Canton Ticino, dove aveva preso casa prima di essere espulso in seguito alla condanna per corruzione passiva, nell’ambito del processo Ticinogate. Dieci mesi con sospensione condizionale della pena, condanna inflitta nel giugno 2021 a Lugano. I reati per i quali era accusato in Italia sono invece caduti in prescrizione, e i suoi averi sequestrati gli verranno restituiti.

Milioni di stecche ogni mese

Un personaggio che, come si usa dire, ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Al centro della maxi inchiesta degli anni Novanta, denominata ‘Tobacco connection’, che aveva disarticolato i traffici illeciti dal Montenegro alle coste pugliesi: mille tonnellate di "bionde" al mese, per un totale di 212 milioni di stecche, in buona parte comperate in Svizzera. Un colossale traffico i cui proventi, duemila miliardi di lire dal 1999 al 2000, sarebbero stati riciclati in Svizzera, perlopiù nelle banche di Lugano e Chiasso. Una maxi inchiesta conosciuta come ‘Tobacco connection’ condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, con centinaia d’indagati, molti dei quali ticinesi. Corrieri di valuta coinvolti anche in un processo in Canton Ticino (denominato Montecristo), nei confronti del gotha del contrabbando di sigarette che dopo vari gradi di giudizio si è risolto con l’assoluzione di tutti gli imputati. Nove, fra cui Gerardo Cuomo e un cambista di Chiasso, già coinvolto nel processo Pizza Connection (riciclaggio dei proventi del traffico internazionale di eroina, scoperto da Giovanni Falcone, Paolo Bernasconi e Carla del Ponte) definitivamente assolti il 21 marzo dal Tribunale penale federale. Il motivo? Non erano stati accertati collegamenti con la criminalità organizzata (il contrabbando di sigarette in Svizzera non è reato a differenza di quanto è previsto in Italia). Insomma, un nulla di fatto.

La prescrizione alla fine di un iter giudiziario lungo 18 anni

Come è accaduto in Italia, dove dopo 18 anni di processi tutti i reati contestati in Italia a Gerardo Cuomo sul lunghissimo iter giudiziario è intervenuta la cesoia della prescrizione. Lo ha deciso nelle scorse settimane la Corte di Cassazione che ha infatti definitivamente estinto per prescrizione i reati che hanno tenuto sulla corda l’imputato, soprattutto per via del tesoro (i "risparmi di una vita", come da lui definiti) che gli erano stati sequestrati a seguito dell’inchiesta coordinata da Giuseppe Scelsi, sostituto della Direzione antimafia del capoluogo pugliese. La Suprema Corte ha disposto la restituzione dei beni sequestrati a colui che in Italia è stato considerato il re delle sigarette di contrabbando.

Gli averi? Appartamenti, conti correnti e uno yacht di 25 metri

Sull’entità del tesoro portato via a Gerardo Cuomo si è parlato a lungo, soprattutto del mega yacht ‘Armenia’, un panfilo lungo 25 metri, pagato oltre 10 miliardi di lire, sequestrato a Cannes (e consegnato alla Guardia di finanza di Taranto), due motori, velocità di crociera 25 nodi. Una barca entrata a gamba tesa nell’inchiesta della Dda di Bari, e successivamente nell’indagine Ticinogate della magistratura ticinese. Ricordano le cronache di una foto scattata da investigatori, nell’occasione diportisti, a Porto Cervo. Nell’istantanea Gerardo Cuomo, assieme a una giovane lituana, Franco Verda (presidente del Tribunale penale di Lugano), Dèsireé Rinaldi e una coppia svizzera (lui allora era responsabile a Montecarlo e in Italia di una importante private bankig elvetica). Le tre coppie che si trovavano a bordo del natante erano state immortalate dagli insoliti paparazzi in Costa Smeralda il 24 giugno 1999 mentre brindavano con champagne Cristal.

L’ultima condanna a Bologna: 30 milioni per contrabbando di sigarette

Il tesoro sequestrato a Cuomo comprendeva anche due appartamenti a Lugano, uno a Montecarlo, un altro a Saint Moritz, alcuni immobili in Italia, quattro autovetture di lusso (due Ferrari e due Mercedes) e diversi conti correnti. La vicenda giudiziaria di Gerardo Cuomo che è iniziata nel 2004 in sede di udienza preliminare, si era conclusa con la condanna in abbreviato a 7 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, oltre che per contrabbando. A seguire la lunga serie di processi. Tre in Corte d’Appello a Bari (con altrettante assoluzioni e ricorso da parte dell’accusa), un numero analogo in Corte di Cassazione (due con rinvio ai giudici dell’Appello del capoluogo pugliese). Sino all’ultimo pronunciamento, quello che ha ghigliottinato la causa e consente a Cuomo di tornare in possesso dei suoi risparmi, che ha incominciato ad accumulare negli anni Ottanta, quando aveva scoperto che acquistare sigarette a Chiasso (dove arrivava al volante di una utilitaria che riempiva di stecche) e rivenderle a Bologna (dove viveva e dove continua a vivere) era redditizio.

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