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la guerra in ucraina
18.08.22 - 21:43

Erdogan da Zelensky: ‘La Turchia sta con Kiev’

L‘incontro con il capo di Stato turco e il Segretario dell’Onu Guterres. Allarme rosso su Zaporizhzhia: ’Non diventi una nuova Chernobyl’

Ansa, a cura di Red.Estero
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Erdogan con Zelensky (Keystone)

Recep Tayyp Erdogan è volato in Ucraina da Volodymyr Zelensky per tentare di aprire le porte al tanto sospirato negoziato. La Turchia era e resta "al fianco degli amici ucraini", il suo messaggio inequivocabile diretto a Mosca, accompagnato allo stesso tempo dalla disponibilità a ospitare nuovamente le parti per discutere di un cessate il fuoco. Per Erdogan la missione in Ucraina, a cui ha partecipato anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, è servita anche a tenere alti i riflettori sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, pericolosamente al centro del conflitto: "Non vogliamo una nuova Chernobyl", è stato il suo appello.

Tentativo per nuovi negoziati

Il primo faccia a faccia con Zelensky dall’inizio della guerra ha permesso a Erdogan di consolidare il suo ruolo di mediatore più accreditato tra Kiev e Mosca. "Sosteniamo l’integrità e la sovranità territoriale dell’Ucraina", ha sottolineato il presidente turco in conferenza stampa. Suggellando la visita con un accordo per la ricostruzione delle infrastrutture ucraine. Per la soddisfazione di Zelensky, che ha definito la visita del sultano un "messaggio potente di sostegno" all’Ucraina. Erdogan si è comunque rivolto anche a Vladimir Putin, dicendosi pronto a ospitare i negoziati di pace iniziati a Istanbul ma bruscamente interrotti. Con Zelensky e Guterres "abbiamo parlato dei passi che possiamo fare per porre fine alla guerra", e di questo il leader turco informerà il collega russo. Al termine del trilaterale, tuttavia, le altre parti non hanno mostrato lo stesso ottimismo.


Erdogan, Zelensky e Guterres (Keystone)

Secondo un portavoce dell’Onu, Farhan Haq, "negoziati concreti sono ancora lontani". Mentre Zelensky è stato ancora più netto: "Le persone che uccidono, violentano, colpiscono le nostre città ogni giorno non possono volere la pace. Dovrebbero prima lasciare il nostro territorio, poi vedremo". Centrale a Leopoli è stato anche il dossier Zaporizhzhia. "Qualsiasi potenziale danno" alla centrale "è un suicidio", ha avvertito Guterres, secondo cui è necessaria un’intesa per la smilitarizzazione dell’impianto. Ma la situazione non sembra vicina a una soluzione, anche perché Mosca e Kiev continuano a scambiarsi accuse di lanciare raid sull’impianto. Sia i russi che gli ucraini, inoltre, sostengono che il nemico stia preparando una "provocazione" alla centrale per domani, mentre Guterres sarà ancora in Ucraina. Domani il segretario dell’Onu ha infatti in programma una visita al porto di Odessa, per visionare lo stato delle partenze con le navi cariche di grano.

Grano: l’accordo tiene

L’accordo sottoscritto a luglio tiene ed è "senza precedenti", ha sottolineato Guterres da Leopoli. Sia Erdogan che Zelensky hanno confermato che le cose stanno andando bene e che finora sono state esportate oltre 600mila tonnellate di cereali. L’intesa sul grano resta al momento l’unica buona notizia dopo quasi sei mesi di conflitto. Sul terreno, in questa fase, la Russia continua a tenere alta la pressione su tutti i fronti del conflitto, non solo nel Donbass (si segnalano nuovi raid a Kharkiv, con almeno 12 morti in un condominio), senza tuttavia ottenere un’avanzata sostanziale.

Il governo ucraino ha descritto una situazione di "stallo strategico", in cui "i russi hanno ottenuto solo progressi minimi e in alcuni casi" le forze di difesa hanno "avanzato rispetto al mese scorso", soprattutto al sud. Senza dimenticare i diversi colpi messi a segno ben oltre le linee nemiche, fino alla Crimea. Proprio mentre dalla regione russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina, sono arrivate notizie di incendi sospetti ad un deposito di munizioni. Proprio questo stallo potrebbe spiegare l’apertura di Mosca ad un faccia a faccia tra Putin e Zelensky, finora sempre respinto dallo zar.

L’idea del Cremlino, secondo fonti russe interpellate dalla Cnn turca, sarebbe quella di un incontro tra i due leader per "discutere e determinare una tabella di marcia" per la fine delle ostilità. Affidando poi alle rispettive delegazioni il compito di metterla in pratica. Nel frattempo però i russi hanno inviato un altro segnale, tutt’altro che distensivo, agli europei che sostengono Kiev: aerei da combattimento dotati di missili ipersonici sono stati schierati a Kaliningrad. Una nuova miccia dopo le recenti tensioni nell’enclave russa tra Polonia e Lituania.

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