laRegione
regno unito
11.07.22 - 21:58

Quella sporca dozzina per l’eredità di Johnson

Il premier, che si sente tradito dai Tory, si tira fuori dalla contesa: ‘Non sto con nessuno’

Ansa, a cura di Roberto Scarcella
quella-sporca-dozzina-per-l-eredita-di-johnson
Boris Johnson è verso la fine del mandato (Keystone)

Una corsa a destra, affollata di comparse o di aspiranti leader tutti da consolidare. È lo scenario ormai acquisito nella sfida per la successione a Boris Johnson come leader Tory e futuro primo ministro britannico che entra nel vivo domani dopo la definizione in queste ore di un calendario accelerato delle votazioni da parte del Comitato 1992, l’organismo interno al gruppo parlamentare di maggioranza incaricato di gestire regole e tempi dello scrutinio. E che vede in campo fino a 12 fra giocatori e giocatrici già impegnati a sferrarsi i primi colpi bassi, oltre che a proporre slogan più radicali e identitari di quelli sbandierati finora dallo stesso BoJo un po’ su tutto: dalle mirabolanti promesse di tagli di tasse in stile Thatcher alla Brexit senza se e senza ma; dalla guerra in Ucraina alla crociata anti-progressista e anti-politicamente corretta contro la cancel culture.

L’elemento di novità, simbolico e non solo, è rappresentato da una diversità etnica, di genere e culturale inedita in casa Tory, ma a livelli record anche se paragonata ai precedenti del Labour o di chicchessia. L’ultima discesa in campo attesa è quella di Priti Patel, controversa titolare dell’Interno in carica di radici familiari indiane, preannunciata con tanto di endorsement da uno dei suoi vice, Kevin Foster, a margine dell’inaugurazione del rinato consolato italiano di Manchester. Con lei, per paradosso ministra anti-immigrazione, ‘gli indiani’ in lizza diventano tre (gli altri sono il giovane ex cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, leggermente favorito sul resto del lotto nei pronostici dei bookmaker, e l’attorney general Suella Braverman).

Mentre i non anglosassoni d’origine salgono a sette su 12, contando anche l’ex ministro Sajid Javid e il deputato Rehman Chishti (entrambi di sangue pachistano); Nadhim Zahawi (rifugiato curdo iracheno nativo di Baghdad succeduto a Sunak come cancelliere); e l’ex viceministra Kemi Badenoch, figli di genitori nigeriani. Un elenco cosmopolita come non mai che si completa, fra i profili più tradizionali, con due donne (Liz Truss e Penny Mordaunt) e tre uomini (Jeremy Hunt, Grant Shapps, Tom Tugendhat).

Scontro feroce

Ciò che non cambia è tuttavia la ferocia dello scontro. Alimentata da scandali veri e presunti, da dossier ad orologeria, dall’arma dei sospetti incrociati: con il front runner Sunnak sotto tiro non solo per il coinvolgimento nel Partygate di Johnson o le esenzioni fiscali utilizzate a suo tempo dalla consorte miliardaria, ma persino per un video giovanile spuntato fuori giusto adesso in cui un Rishi ventenne già rampante sbeffeggiava la working class per far ridere gli amici; o ancora con Zahawi preso di mira per le tasse eluse negli anni della sua ascesa nel business degli istituti demoscopici; o infine con Javid azzoppato dalla citazione del suo nome (con altri ex ministri britannici e leader occidentali a go-go) nell’ambito delle rivelazioni imbarazzanti degli Uber File fra i bersagli della spregiudicata attività di lobby del gigante americano dei taxi online.

Il tutto in un quadro in cui la discontinuità da Johnson - che oggi si è rifiutato di dare il suo sostegno ad alcuno dei 12, ufficialmente per "non danneggiarne le chance", in realtà perché se ne considera tradito - fa a pugni con la provenienza di 10 di loro dai ranghi della compagine uscente. Mentre le due uniche eccezioni, gli ex Remainer Jeremy Hunt (ministro della Sanità e poi degli Esteri con David Cameron e Theresa May) e Tom Tungedhat, ex militare e presidente della commissione Esteri dei Comuni, si riciclano in brexiteer convinti per rassicurare la pancia euroscettica attuale di deputati e iscritti.

Non solo sventolando la bandiera dello Stato minimo e della tassazione bassa (in polemica con le cautele solitarie di Sunak), ma giurando fedeltà alla stessa linea hard nel divorzio da Bruxelles: con Tugendhat pronto a promettere oggi di "stracciare" anche quelle regolazioni ereditate dall’Ue che "Boris ha lasciato in piedi"; e Hunt a designare come vicepremier in ticket, laddove dovesse vincere, l’ex giornalista tv ed ex ministra Esther McVey, pasionaria di una Brexit ben più ideologica di quella del primo ministro dimissionario e paladina contro BoJo del no al lockdown persino all’epoca del picco della pandemia.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Estero
IRAN
8 ore
Teheran manda al patibolo e spara ai genitali
Un ragazzo che ha partecipato alle proteste antigovernative è stato mandato al patibolo. Intanto gli agenti colpiscono le donne mirando alle parti intime
Italia
1 gior
Evade dai domiciliari per ‘badare alle galline’, assolto
Vista la tenuità del fatto, il giudice ha chiuso un occhio, non senza ammonire l’83enne: ‘Mi raccomando, non esca più’
Perù
1 gior
Castillo scioglie il Parlamento, ‘è in atto un golpe’
L’annuncio è stato formulato alcune ore prima dell’inizio di una seduta del Parlamento in cui si sarebbe discussa la destituzione del presidente
Germania
1 gior
Volevano colpire il Bundestag, arrestati 25 terroristi
Tra gli attentatori, appartenenti tutti a un gruppo di estrema destra, anche un principe e un’ex deputata di AfD. Arresti anche in Italia e Austria
italia
1 gior
Giorgia Meloni è la settima donna più potente al mondo
Questo secondo la classifica di ‘Forbes’. Accanto a lei anche Ursula von der Leyen, Christine Lagarde, Kamala Harris e - simbolicamente - Mahsa Amini
Francia
1 gior
Obsolescenza programmata, dalla Francia una denuncia per Apple
Il colosso americano degli smartphone accusato di limitare le possibilità di riparazione delle sue apparecchiature
Francia
1 gior
La Francia risparmia Co2 e chiude tre tratte a corto raggio
Via libera da Bruxelle per la soppressione di collegamenti aerei Orly-Bordeaux, Orly-Nantes e Orly-Lione
Spagna
1 gior
Scontro tra due treni in Catalogna, 155 feriti
L’incidente è avvenuto presso la stazione di Montcada i Reixac-Manresa. Dove uno dei due convogli era fermo
Iran
1 gior
Ucciso mentre festeggia la sconfitta, arrestato capo polizia
Il 27enne, per strada ad acclamare il kappaò contro gli Stati Uniti, era stato freddato con un colpo alla testa
Argentina
1 gior
‘Meglio andare in prigione che essere una marionetta’
‘Non mi ricandiderò’. Così l’ex presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner dopo la lettura della sentenza di condanna a sei anni di prigione
© Regiopress, All rights reserved