laRegione
06.06.22 - 10:31
Aggiornamento: 18:33

Regno Unito, oggi il voto di fiducia a Boris Johnson

In caso di sfiducia di oltre la metà dei suoi deputati, il primo ministro dovrà dimettersi anche come premier

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Voto di fiducia sul primo ministro del Regno Unito Boris Johnson in casa Tory oggi. Il partito di governo britannico ha annunciato stamane che è stato superato il quorum di lettere di sfiducia nei suoi confronti da parte del 15% dei deputati di maggioranza, vale a dire 54, e che lo scrutinio ci sarà stasera fra le 18 e le 20 ora britannica.

Tecnicamente il voto sarà sul ruolo di Johnson quale leader di partito, ma in caso di sfiducia di oltre la metà dei suoi (180 deputati) egli si dovrà dimettere anche come premier.

Downing Street da parte sua ha fatto sapere che Boris Johnson accoglie con favore questa svolta che permetterà di mettere un punto sullo scandalo Partygate.

Malumori nel partito

Il voto su Johnson arriva dopo settimane di anticipazioni e di congetture, sulla scia dei crescenti malumori in seno al suo partito legati ai contraccolpi del coinvolgimento del primo ministro nella vicenda dei ritrovi organizzati a Downinig Street fra il 2020 e il 2021 in violazione del lockdown o di altre forme di restrizioni anti-Covid imposte all’epoca dallo stesso governo a milioni di britannici. Uno scandalo sfociato anche in una multa inflitta dalla polizia direttamente al premier – primo capo di governo in carica colpito da un provvedimento simile nella storia britannica – e che si abbattuto in modo pesantemente negativo sui sondaggi dei Tories negli ultimi mesi.

Il numero delle lettere di sfiducia inviate da deputati ribelli al Comitato 1922 è salito a 54 nel corso del week-end, ha annunciato oggi Graham Brady, il presidente di questo organismo interno al gruppo Tory incaricato di raccogliere iniziative del genere e d’indire nel caso le votazioni sul leader di turno. Brady ha precisato che diversi contestatori hanno fatto in modo che la loro adesione fosse formalizzata non prima di domenica pomeriggio, in modo da far scattare l’annuncio dopo la fine dei quattro giorni di celebrazioni pubbliche del Giubileo di Platino senza turbare la grande festa per i 70 anni di regno della regina Elisabetta chiusasi proprio ieri. E ha ribadito che se Johnson supererà indenne il voto di stasera (con meno di 180 voti ostili tra i suoi) sarà al riparo da un altro voto di sfiducia interno al partito almeno per un anno, a meno di cambiamenti di regole.

Boris Johnson da parte sua ha fatto buon viso a cattiva sorte, affidando a un portavoce di Downing Street una dichiarazione stando alla quale si dichiara "contento" di poter accettare la sfida e di sostenere le sue ragioni dinanzi ai colleghi di partito nell’ambito di un voto secco già stasera.

È un voto che "offre l’occasione di porre fine a mesi di congetture e che permetterà al governo di mettere un punto (sul Partygate) e di passare a occuparsi di altre cose che riflettono la priorità della popolazione", ha detto il portavoce, subito echeggiato da alcuni ministri.

Sulla carta Johnson sembra poter contare ancora sulla fiducia di più della metà dei deputati Tory, ma lo scrutinio sarà segreto e presenta margini d’incognita visti gli imbarazzi recenti montanti nei suoi riguardi. Del resto anche una vittoria più risicata del previsto potrebbe indebolirlo, lasciando la sua poltrona comunque a rischio: se non subito, di qui a qualche mese.

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