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LIVE CONCLUSO - 20.03.2022 00:31
Speciale Ucraina

La Gran Bretagna invoca ‘una Norimberga’ per Putin

Per il premier Johnson non è più possibile ‘normalizzare i rapporti’ col presidente russo anche di fronte alla possibile minaccia di Mosca ad altri Stati

Mosca dice basta alle sanzioni e avverte che se ce ne saranno altre contro la Russia le "conseguenze potrebbero essere irreversibili".

"Le sanzioni non sono una nostra scelta - afferma Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo - e non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la "totale guerra finanziaria ed economica" alla Russia, trovasse altri seguaci e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili".

"Ci aspettiamo che nelle capitali europee tornino comunque in sé - aggiunge - e ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera".

Rincara la dose il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov che, dopo aver definito "demagogica" la proposta di mandare del "peacekeeper della Nato in Ucraina", dichiara: "La condotta occidentale conferma che questi paesi non sono affidabili come partner economici".

"La Russia resta aperta alla cooperazione con l’Occidente, ma non intende intraprendere tali iniziative da sola", precisa il ministro che invece non esita a sottolineare come la cooperazione tra la Cina e la Russia, "si rafforzerà" con questa crisi ucraina "considerato che l’Occidente sta calpestando ogni pilastro del sistema internazionale e noi, le due grandi potenze, dobbiamo ovviamente pensare a come proseguire".

E mentre i negoziati sembrano in una situazione di stallo con Kiev che parla di "colloqui che dureranno ancora diverse settimane", avvertendo che l’Ucraina "non rinuncerà mai a suoi territori", l’Onu fa un primo bilancio: 816 i civili uccisi e 1.333 i feriti dall’inizio della guerra.

Ma nonostante il tragico numero di vittime, sul campo si continua a combattere. A Leopoli suona per ore un nuovo allarme anti-aereo, poi rientrato. E un reporter belga, Robin Ramaekers, secondo la Bbc, dice di aver documentato le immagini "di 80 cadaveri ritrovati sotto le macerie della base militare di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina", distrutta dalle bombe.

Sul terreno, Kiev perde il Mar d’Azov e Putin schiera i missili ipersonici Kinzhal che sfuggono ai radar e alla difesa ucraina. Mariupol resta sotto attacco, ci sarebbero ancora persone tra le macerie del teatro. Coprifuoco a Zaporizhia. Fonti ucraine riferiscono che un colpo di mortaio contro il villaggio di Makariv, nella regione di Kiev, ha ucciso 7 persone e ne ha ferite 5. Due bambini e una donna sono stati ritrovati morti e una bambina estratta viva sotto le macerie a seguito dei bombardamenti nella città di Rubizhne nella regione di Lugansk.

Segnali positivi solo dallo spazio: la Bbc riporta che tre cosmonauti russi che sono saliti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per unirsi ai colleghi americani e tedeschi, indossavano delle tute di color giallo acceso con accenti di blu, i colori dell’Ucraina

Ansa / Ats, a cura de laRegione
17:54
Kiev, 190mila civili evacuati con i corridoi umanitari

L’Ucraina ha fatto evacuare 190mila civili dalle zone del conflitto attraverso i corridoi umanitari dall’inizio dell’invasione russa. Lo ha comunicato la vice premier Iryna Vereshchuk in un’intervista, come riportano i media internazionali.

17:28
La Gran Bretagna invoca ‘una Norimberga’ per Putin

“Il mondo è a un punto di svolta" con la guerra in Ucraina ed è tempo di scegliere "tra la libertà e l’oppressione”. Il premier britannico Boris Johnson lo ha detto parlando al congresso dei Conservatori nella cittadina inglese di Blackpool dominato dal conflitto nel Paese dell’est europeo e dalle sue conseguenze a livello globale mentre a Londra c’è chi invoca per Vladimir Putin un processo per crimini di guerra in stile Norimberga. Il primo ministro non ha dubbi, per lui non è più possibile “normalizzare i rapporti” col presidente russo dopo quello che è accaduto e rischia di accadere in futuro, di fronte alla possibile minaccia di Mosca estesa ad altri Stati, e critica chi, anche in alcuni governi occidentali, vorrebbe farlo in nome della “realpolitik”. “Non bisogna ripetere lo stesso errore del 2014”, ha sottolineato, riferendosi all’annessione russa della Crimea e alla risposta dell’Occidente.

Per Johnson il leader del Cremlino teme la vicinanza di una Ucraina “libera e democratica” e l’ha invasa per questa ragione. I britannici quindi “scelgono la libertà ogni volta” e, sempre secondo il premier, lo devono fare sia sostenendo il governo di Kiev ma anche sul fronte interno dell’approvvigionamento energetico per liberarsi dalla “dipendenza” da gas e petrolio creata dal “pusher” Putin. E quindi il primo ministro conservatore punta, come già affermato nei giorni scorsi, su un nuovo piano per incrementare l’estrazione dai giacimenti nazionali e puntare sulle rinnovabili. Anche gli altri interventi del congresso erano incentrati sull’Ucraina, mentre è sempre più lontano dal ‘radar’ dei Tories lo scandalo Partygate che tante preoccupazioni aveva dato a Johnson prima della guerra. Il ministro della Difesa, Ben Wallace, ha paragonato Putin al generale Leopoldo Galtieri, che a capo del regime argentino nel 1982 tentò la conquista delle isole Falkland-Malvine vittoriosamente contrastata dall’allora premier Margaret Thatcher. Entrambi “hanno mandato giovani soldati a morire per le loro personali ragioni politiche”.

Mentre sulla questione dei negoziati tra Mosca e Kiev la ministra degli Esteri, Liz Truss, in un’intervista al Times si è detta “molto scettica” su un possibile successo, sottolineando anzi che si potrebbe trattare, in senso figurato, di una “cortina fumogena” creata da Putin esclusivamente per riorganizzare le sue forze armate. Intanto c’è chi pensa già al dopo conflitto: due ex primi ministri, il laburista Gordon Brown e il conservatore John Major, sono fra i 140 firmatari, insieme ad accademici, legali e politici, di un appello che chiede per il presidente russo e i suoi collaboratori la creazione di un nuovo tribunale internazionale con ampi poteri e simile a quello del processo di Norimberga, che dopo la Seconda guerra mondiale permise di portare alla sbarra i gerarchi nazisti per i crimini di guerra commessi in Europa. Per Brown “se il messaggio non viene lanciato adesso ci ritroveremo davanti ad aggressioni contro altri Paesi che potrebbero rimanere impunite”.

16:21

In piazza a Bellinzona per l‘Ucraina ‘contro la guerra di Putin’

Alcune decine di persone hanno partecipato alla manifestazione di solidarietà alla popolazione ucraina indetta dal Comitato contro la guerra in Ucraina

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15:53

Diverse migliaia di persone hanno partecipato oggi a Berna alla manifestazione “Solidarietà con l’Ucraina, fermate la guerra ora!”: al raduno era presente anche il presidente della Confederazione Ignazio Cassis che ha introdotto in un collegamento video in diretta il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky. In apertura della manifestazione, l’ambasciatore ucraino in Svizzera ha espresso la sua gratitudine per l’ampio sostegno nella Confederazione e in tutta Europa. “We are one”, ha ribadito, ricordando quanto è stato fatto in favore del popolo ucraino sia sul posto sia nell’accoglienza dei profughi. Ha poi rivolto il suo personale ringraziamento al presidente della Confederazione Cassis e al presidente ucraino Zelensky come pure al sindaco di Berna, il verde Alec von Graffenried. Von Graffenried ha espresso la solidarietà della città con tutte le persone in Ucraina, a Kiev, a Leopoli, a Mariupol e nelle altre città attaccate dalla Russia. “La guerra non appartiene al nostro mondo, siamo contrari alla guerra!” ha enfatizzato il sindaco, invitando i presenti a intonare con lui una canzone contro la guerra: la canzone scritta da Edwin Starr contro la guerra in Vietnam “War: What is it good for? Absolutely Nothing”. Von Graffenried ha anche ricordato il popolo russo, costretto da Putin a una guerra che non vuole.

All’improvviso la voce di Zelensky si è fatta sentire dagli autoparlanti, con i manifestanti che scandivano nuovamente “we are one“. Il presidente ucraino è stato accolto da Cassis, che lo ha ringraziato per essere presente "virtualmente” a Berna. Il presidente della Confederazione ha detto "questa moltitudine, caro Volodymyr, vuole mostrarti che il tuo popolo non è solo. Ci sono svizzeri, ci sono persone da tutto il mondo e ci sono molti ucraini”. Rivolgendosi agli ucraini, Cassis ha aggiunto: “siete i benvenuti”. Il ticinese ha detto “siamo impressionati dal coraggio con cui lottate per la democrazia, la libertà e la pace. Tutti siamo impressionati dall’unione con cui vi opponete alla Russia. Ma soprattutto siamo impressionati da come difendete i valori fondamentali della libertà, che sono anche i nostri valori fondamentali”. Esprimendosi in perfetto tedesco, il presidente Zelensky ha salutato tutto il popolo svizzero, ringraziando per il sostegno: “grazie per sostenere la nostra lotta per la libertà e la pace”. La voce fuori campo ha ricordato che la Svizzera è uno stato che ha una lunga storia nella pace: “sono stato spesso nel vostro paese e so come vivete: volevo portare all’Ucraina gli stessi standard di pace e libertà che avete voi”. “Questo è un sogno per tutti noi: poter vivere come in Svizzera, con benessere, pace e libertà. Per voi è normale, noi dobbiamo lottare per ottenere ciò. Eravamo su questo cammino, fino al 24 febbraio, quando tutto è cambiato, non solo per noi ucraini ma anche per tutta l’Europa”, ha detto il presidente ucraino. Il suo discorso è stato accolto da scroscianti applausi dai presenti.

Cassis ha concluso il collegamento con Kiev sottolineando di essere profondamente impressionato dalla volontà del presidente ucraino di voler continuare a lottare. Il ticinese ha annunciato che si recherà in Polonia, ai confini con l’Ucraina, per rendersi conto di persona dei fatti. Poi il presidente della Confederazione ha scandito, assieme all’ambasciatore ucraino ancora una volta lo slogan “we are one”, prima di lasciare il palco. L’intervento di Zelensky è stato organizzato dall’ambasciata ucraina a Berna, che aveva fatto una richiesta in tal senso, ha indicato a Keystone-ATS Michael Steiner, capo della comunicazione presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), diretto dallo stesso Cassis. Il DFAE e la missione diplomatica si sono accordati su queste modalità. Inizialmente era stato previsto che il leader ucraino parlasse ai presenti solo in un videomessaggio.

15:48

Due bambini e una donna uccisi nel Lugansk

Due bambini e una donna sono stati ritrovati morti sotto le macerie a seguito dei bombardamenti nella città di Rubizhne nella regione di Lugansk. Lo riferisce l'esercito ucraino su Telegram, come riporta l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform.

"Due bambini senza segni di vita sono stati portati fuori dalle macerie. Le cure mediche hanno dichiarato la morte di bambini. I soccorritori hanno continuato a smantellare i detriti e hanno trovato un'altra donna e un bambino. Attualmente, gli operatori sanitari hanno dichiarato la morte della donna. La bambina è stata salvata, le sue condizioni sono stabili e soddisfacenti".
 
 

14:50
Mosca avverte , ‘basta sanzioni’, negoziati in fase di stallo

Mosca dice basta alle sanzioni e avverte che se ce ne saranno altre contro la Russia le “conseguenze potrebbero essere irreversibili”. “Le sanzioni non sono una nostra scelta - afferma Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo - e non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la “totale guerra finanziaria ed economica” alla Russia, trovasse altri seguaci e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”. “Ci aspettiamo che nelle capitali europee tornino comunque in sé - aggiunge - e ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera”.

Rincara la dose il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov che, dopo aver definito “demagogica” la proposta di mandare del “peacekeeper della Nato in Ucraina", dichiara: "La condotta occidentale conferma che questi paesi non sono affidabili come partner economici”. “La Russia resta aperta alla cooperazione con l’Occidente, ma non intende intraprendere tali iniziative da sola", precisa il ministro che invece non esita a sottolineare come la cooperazione tra la Cina e la Russia, “si rafforzerà” con questa crisi ucraina "considerato che l’Occidente sta calpestando ogni pilastro del sistema internazionale e noi, le due grandi potenze, dobbiamo ovviamente pensare a come proseguire”.

E mentre i negoziati sembrano in una situazione di stallo con Kiev che parla di “colloqui che dureranno ancora diverse settimane”, avvertendo che l’Ucraina “non rinuncerà mai a suoi territori”, l’Onu fa un primo bilancio: 816 i civili uccisi e 1.333 i feriti dall’inizio della guerra. Ma nonostante il tragico numero di vittime, sul campo si continua a combattere. A Leopoli suona per ore un nuovo allarme anti-aereo, poi rientrato. E un reporter belga, Robin Ramaekers, secondo la Bbc, dice di aver documentato le immagini “di 80 cadaveri ritrovati sotto le macerie della base militare di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina”, distrutta dalle bombe.

13:45
Lukashenko, se l’Urss ci fosse ancora non ci sarebbero guerre
“Se l’Unione Sovietica avesse resistito fino ad oggi, saremmo stati in grado di evitare tutti i conflitti nel mondo”. Così il presidente bielorusso Alexander Lukashenko in un’intervista alla televisione giapponese TBS, citata dalla agenzia Tass. “L’Occidente e l’America hanno sempre dovuto fare i conti con la posizione dell’Unione Sovietica - ha spiegato -. Il mondo era multipolare, un polo controbilanciava l’altro. La causa di ciò che sta accadendo oggi nel mondo è l’unipolarità, la monopolizzazione del nostro pianeta dagli Stati Uniti”. Lukashenko si è lamentato della disgregazione sovietica. “Sono nato e vissuto in quel paese e gli sono sempre stato fedele - ha detto -. Ero un membro del partito comunista. Per me, proprio come per il mondo intero che ora ha capito le conseguenze, il crollo dell’Unione Sovietica è stata una tragedia”.
13:24

Polonia, superati 2 milioni profughi dal confine
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Il numero di profughi che hanno lasciato l'Ucraina e hanno oltrepassato il confine con la Polonia ha superato i due milioni. Lo rivela l'ambasciata italiana a Varsavia specificando che a ieri il numero esatto di persone entrate nel Paese è 2.041. 391.

Dall'inizio della guerra sono giunti in Polonia cittadini di oltre 180 Paesi, tra cui molti extraeuropei come Uzbekistan (7.066 persone), India (5.959), Vietnam (2.909), Usa (2.856) , Nigeria (2.690), Afghanistan (1.840) e Siria (1.341).

Attualmente in Polonia ci sono 38 punti di accoglienza in cui i rifugiati possono ricevere informazioni, pasti caldi, assistenza medica e alloggio.

12:39
Media, combattimenti fermano i soccorsi al teatro di Mariupol

I combattimenti in strada nel centro di Mariupol stanno impedendo il salvataggio delle centinaia di civili intrappolati nei sotterranei del Teatro bombardato mercoledì. Lo afferma il sindaco Vadym Boychenko che ha detto alla Bbc che le squadre di soccorso possono aiutare le persone ad uscire dai rottami solo durante le pause dei combattimenti si susseguono. “Ci sono carri armati... e bombardamenti di artiglieria, e tutti i tipi di armi sparate nella zona”, ha detto all’emittente. “Le nostre forze stanno facendo tutto il possibile per mantenere la loro posizione in città, ma le forze del nemico sono più grandi delle nostre, purtroppo”.

11:26

Bbc, coprifuoco a Zaporizhia fino alle 6.00 di lunedì

Un coprifuoco esteso è stato annunciato nella città sudorientale ucraina di Zaporizhzhia, dove una centrale nucleare è stata bombardata all'inizio di questo mese. Lo annunciano le autorità locali come riporta l'emittente nazionale del Regno Unito Bbc.

Il coprifuoco inizierà oggi alle 16.00 ora locale (le 15.00 in Svizzera) e terminerà alle 06.00 di lunedì, hanno detto le autorità. I dettagli sul motivo del blocco non sono stati forniti, ma la città - che ha visto migliaia di rifugiati arrivare dalla vicina Mariupol - continua a subire sporadici attacchi missilistici dalle posizioni russe.

Potrebbe anche essere che la città possa trovarsi nel percorso di una possibile avanzata russa dalla città portuale assediata di Mariupol.
 
 

10:49

Nuovo allarme anti-aereo a Leopoli 

Nuovo allarme anti-aereo a Leopoli. Le sirene hanno cominciato a suonare alcuni minuti, alle 11:30 (ora locale), nel pieno delle attività cittadina e mentre le strade del centro storico erano abbastanza piene di residenti. Dagli altoparlanti installati in tutta la città le autorità militari ucraine hanno invitato i cittadini a recarsi nei rifugi. Ieri il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi ha chiesto alla popolazione di rispettare le regole nel momento in cui scattano le sirene e di non restare nelle proprie case

09:21
Kiev, ‘112 i bambini uccisi ad oggi’
Le autorità ucraine hanno confermato che ad oggi sono 112 i bambini uccisi dall’inizio della guerra con la Russia. Tre in più rispetto a ieri quando il bilancio era calcolato a 109, riferisce Sky News. I bambini feriti sono invece 140.
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