laRegione
La guerra in ucraina
12.03.22 - 05:30
Aggiornamento: 11:18

Dal gulag al fronte: ‘Il nazifascista è Putin’

Il regista Oleh Sencov combatte contro i russi a Kiev. Sotto le bombe, ha poca pazienza per i facili pacifismi e le giustificazioni pro-Cremlino

di Anna Korbut, Lorenzo Erroi, Anna Korbut
dal-gulag-al-fronte-il-nazifascista-e-putin
(Ffdul)

«Voi magari pensate che questo sia un gioco, che sia un film. Ma non è né un film né un gioco: qui ci piovono le bombe sopra la testa, siamo bersaglio dei missili e dell’artiglieria russa. Questa è una guerra e non so se in futuro potremo farne ancora, di film, perché prima dobbiamo sopravvivere». Il regista ucraino Oleh Sencov, 45 anni, ha già trascorso cinque anni abbondanti in un gulag siberiano per colpa di Mosca: lo avevano accusato di ‘terrorismo’ per avere aiutato con cibo e suppellettili i soldati del suo Paese dopo l’invasione della Crimea nel 2014, sicché gli hanno messo un sacchetto di plastica in testa e se lo sono portato via. Condannato a vent’anni di reclusione, è stato liberato dopo 145 giorni di sciopero della fame grazie a uno scambio di prigionieri. Lo avevamo conosciuto l’anno scorso a Lugano, in occasione del Film festival diritti umani, per la presentazione del suo durissimo lungometraggio ‘Numbers’: una riflessione sulla stupidità umana che si fa gioco concentrazionario, a metà tra il Rinoceronte di Ionesco e Squid Game. Ora Sencov è tornato a combattere, stavolta non più a Sinferopoli, ma in quella Kiev che le truppe russe sperano di conquistare con tecniche di assedio e logoramento.

Ancora una volta lei, russofono con una carriera da regista internazionale, ha deciso di mollare tutto e andare a combattere. Perché?

Non c’era un’alternativa, non c’era una scelta. Quando ti attacca un nemico così forte e potente, che vuole distruggere te e il tuo Paese, nessuno può davvero decidere diversamente. L’unica cosa che puoi fare è imbracciare le armi. È una questione di autodifesa, è inevitabile. Per questo mi sono unito ai volontari della difesa territoriale che supportano le forze armate ucraine. Dovevo farlo, e l’ho fatto.

Chi c’è lì con lei?

Ogni sorta di persone, centinaia di migliaia di volontari da tutte le parti del Paese, tutti con le armi in mano per contrastare quest’invasione su larga scala. C’è gente che aveva già combattuto e gente che non aveva mai imbracciato un fucile, giovani e vecchi, donne, persone dall’estrazione culturale e professionale più diversa. Quello che li unisce è il fatto di essere disposti a morire – e a uccidere – per difendere l’Ucraina.

Cosa vede sulle strade di Kiev?

Ci sono diversi checkpoint, la città è semivuota perché molti sono fuggiti. I colpi di artiglieria, i missili, i bombardamenti aerei sono costanti, ma in modo altrettanto costante sentiamo i colpi della nostra difesa. Mentre vi rispondo sento il rombo lontano di un raid aereo, l’esplosione di proiettili e bombe. Quando camminiamo per le strade vediamo le macerie delle abitazioni distrutte.

Com’è il morale?

Restiamo molto lucidi, padroni di noi stessi. Non ci sono saccheggi, e quando ci sono vengono immediatamente fermati. La popolazione si è organizzata, è preparata all’assedio che i russi hanno pianificato per Kiev. Qui mi trovo anch’io, sulla linea di difesa della capitale.

Domanda stupida: non ha una gran paura?

È da parecchio tempo che non ho più paura di nulla. La guerra è solo l’ennesimo calvario che tocca a me, al mio popolo e al mio Paese. Ma davvero, non provo paura. In due settimane sono successe tante cose, abbiamo assistito a tanti avvenimenti diversi. In un certo senso io stesso non mi rendo ancora del tutto conto del fatto che sta capitando una guerra del genere, anche perché la stiamo combattendo lungo strade e città che fanno parte della mia vita di tutti i giorni. È una sensazione molto strana.

Come sta andando?

Non è facile, ma la cosa più importante è che stiamo sgominando il nemico, che sta perdendo il suo potenziale offensivo. Abbiamo distrutto una parte importante delle sue armi, e continuiamo così. Però credo che gli scontri più importanti debbano ancora avere luogo.

Per combattere ha lasciato la sua famiglia. Hanno capito?

La mia famiglia ha sempre sostenuto la mia scelta e intanto si è spostata nell’Ovest del Paese, dove la situazione è relativamente più sicura, mentre io sono rimasto a Kiev. Sono rimasto perché è qui che stanno accadendo le cose più importanti, questa è la capitale e combattiamo perché gli occupanti non se ne impossessino. Chiaramente non è stato facile separarmi dalla mia famiglia, anche perché non sappiamo ancora quanto andrà avanti questa guerra. Soprattutto, non sappiamo se sopravviveremo.

In Svizzera c’è chi sostiene che non dovremmo sostenere troppo la vostra resistenza per non compromettere la nostra neutralità. Che ne pensa?

Supportare o meno la nostra resistenza è una libera scelta di ogni Paese. Non condanno la Svizzera e la sua storica neutralità. Però gli invasori non considerano la neutralità: quando arrivano ammazzano tutti, e a quel punto è troppo tardi. Putin, poi, non è il tipo di invasore che minaccia solo l’Ucraina: è un pericolo per tutta l’Europa e per il mondo intero, per colpa delle sue azioni militari e delle sue armi nucleari. Un terrorista nucleare come lui è sempre una minaccia internazionale, e a quel punto non c’è neutralità che tenga: le radiazioni non sanno cosa sia, la neutralità.

Anche qui da noi c’è chi sostiene la versione del Cremlino, secondo la quale l’intervento militare sarebbe mirato a "de-nazificare" l’Ucraina e fermare un genocidio in Donbass. Cosa risponde?

La storia della de-nazionalizzazione e della de-nazificazione dell’Ucraina è solo uno slogan russo. Mi chiedo se in Europa ci sia davvero gente che abbia una coscienza e possa credere a cose del genere. Chi sia il nazista e il fascista qui è chiaro.

C’è anche chi si chiede se abbia senso opporre resistenza a una potenza militare superiore come quella russa. Non sarebbe meglio arrendersi subito per evitare ulteriori sofferenze?

Ripeto: Putin ha fatto vedere al mondo chi è il vero nazifascista, chi ammazza i civili, chi invade Paesi indipendenti con qualsiasi pretesto. Di fronte a tutto questo, invitare ad arrendersi per limitare le perdite è già di per sé una provocazione. Chi lo fa non capisce cosa sta succedendo, oppure è cieco, o stupido. Oppure lavora per il nemico: la Russia.

Questo non è un film, ma qui l’invasione la vediamo dagli schermi delle tivù e dei telefonini. Cosa ci sfugge?

Beh, qui è tutto reale, molto reale. Non è un film, quando nel Ventunesimo secolo ti tocca vedere una bambina che muore disidratata nel bel mezzo di una capitale europea, perché è intrappolata in una cantina dai bombardamenti senza nulla da bere.

Si spera almeno in negoziati rapidi.

Ma cos’altro vi serve per capire chi è la Russia e cosa vuole? Non ci può essere pace con questi invasori, non ci possono essere negoziati. Stiamo parlando di un regime criminale che dev’essere distrutto, il mondo intero deve unirsi per distruggerlo come ha fatto col Terzo Reich. Gli unici negoziati possibili sono quelli per la sua resa, questa è la sola cosa della quale possiamo discutere con uno come Putin: la sua resa e la liberazione dell’Ucraina, insieme a un cambio di regime politico in Russia. Se firmiamo una tregua prima, invece, gli stessi problemi si ripresenteranno. Stiamo parlando di un coccodrillo che vuole divorare la gente: non puoi negoziare con un coccodrillo. Puoi solo distruggerlo.

Leggi anche:

Oleh Sencov, regista dal gulag

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Estero
l’invasione russa
2 ore
Mosca risponde ai tank, missili ipersonici sull’Ucraina
Almeno 11 morti nei raid. Putin e Zelensky chiudono la porta ai colloqui
cisgiordania
3 ore
Esercito israeliano irrompe a Jenin: 10 morti
Scontri durante un’operazione definita di ‘antiterrorismo’ in un campo profughi. Dura presa di posizione di Abu Mazen. Hamas: ‘Tel Aviv la pagherà’
balcani
4 ore
Solo il 43% dei serbi vuole entrare nell’Ue
Nel sondaggio non si dicono convinti di voler abbracciare l’Unione europea. Il sistema sociale più ambito? Quello svizzero
russia
4 ore
Putin mette al bando Meduza ‘Testata indesiderata’
Il media indipendente nel mirino della censura del Cremlino: ‘Non molliamo’
Estero
8 ore
Piccolo Stato, grande multa: San Marino sanziona Facebook
Meta Inc. ha perso il ricorso e dovrà pagare 4 milioni di euro per la diffusione indebita dei dati di circa 12’700 sammarinesi
Estero
9 ore
Al Memoriale della Shoah ‘I Simpson deportati ad Auschwitz’
I murales dell’artista aleXsandro Palombo sono apparsi sui muri della Stazione centrale a Milano presso il Binario 21, luogo di partenza per i lager
Confine
11 ore
Como, aumenta il numero di giovani spacciatori
Quattro giovani sono stati denunciati a piede libero per detenzione di hashish. Sanzionato anche un minorenne
Italia
12 ore
15enne spinto sui binari, fermati due minori: lite per gelosia
I due hanno rischiato di far finire il coetaneo sotto un treno in corsa alla stazione di Seregno. All’origine dell’aggressione, una ragazza ‘contesa’
Estero
13 ore
Maxiretata anti-’ndrangheta: 56 arresti, sequestri milionari
L’operazione è scattata oggi in diverse province in tutta Italia, da Milano a Vibo Valentia: sequestrati beni per 250 milioni di euro
Estero
14 ore
Spagna: attacco con machete in due chiese, un morto e un ferito
Un uomo ha aggredito il parroco e il sagrestano di due parrocchie nella città di Algeciras, ferendo il primo e uccidendo il secondo per poi essere fermato
© Regiopress, All rights reserved