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07.03.22 - 18:59

Domani la Festa della donna, ma non a Istanbul

La prefettura locale nega il permesso a una manifestazione femminista, ‘per proteggere i diritti e le libertà e impedire i crimini’

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Non a Istanbul

La prefettura di Istanbul ha vietato la manifestazione femminista in programma domani a Istanbul in occasione della Festa della donna. Lo fa sapere la versione turca di Bbc, citando un comunicato del prefetto secondo cui la dimostrazione non sarà permessa «per proteggere i diritti e le libertà e impedire crimini». Le manifestazioni delle femministe turche non sempre vengono permesse, e spesso si verificano incidenti in seguito all’intervento delle forze dell’ordine sulle manifestanti, come è successo a novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

A partire dallo scorso anno, sono state organizzate molte proteste in Turchia in reazione al ritiro del Paese, deciso a marzo dal presidente Recep Tayyip Erdogan, dal più importante trattato internazionale contro la violenza sulla donna, la Convenzione di Istanbul, che Ankara aveva sottoscritto nel 2011. Le associazioni femministe hanno chiesto a più riprese che la Turchia torni a sottoscrivere il trattato.

«Per noi» la Convenzione di Istanbul «è ancora in vigore», sottolinea Canan Gullu, direttrice della Federazione delle Associazioni femminili locali, secondo la quale la maggior parte delle donne turche conosce il testo del trattato, che la Turchia era stato il primo Paese a sottoscrivere, quando Erdogan era primo ministro. Secondo Ankara, la Convenzione avrebbe un’agenda segreta per «normalizzare l’omosessualità» e colpire i valori della famiglia. Questi i motivi dichiarati alla base del ritiro, che però non convincono le femministe, come anche il pacchetto legislativo per la protezione delle donne annunciato in questi giorni dal presidente turco e che sarà presto presentato in Parlamento.

«Non ha senso irrigidire le pene, il nostro problema è che le leggi non sono messe in pratica», sostiene la 35enne Elif Ege, che si ritiene una femminista indipendente, ricordando le 416 donne uccise da uomini lo scorso anno, secondo i dati dell’organizzazione turca Fermiamo i femminicidi. «L’8 marzo è un’occasione per fare sentire la voce delle donne» afferma ad Kubra Karagoz, femminista 31enne, che nei giorni scorsi si preparava con altre attiviste alla manifestazione dell’8 marzo in programma domani a Istanbul, che è stata vietata a meno di 24 ore dall’evento.

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