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02.02.22 - 15:11
Aggiornamento: 16:06

Europa e restrizioni anti-Covid: fra liberi tutti e prudenza

Mentre Berna mette oggi sul tavolo gli allentamenti, altrove in Europa c’è chi ha già detto addio alle restrizioni e chi invece sceglie di attendere

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Keystone

Mentre il Consiglio federale dice oggi addio all’obbligo di telelavoro e di quarantena e mette in consultazione, fra le altre cose, la fine del certificato Covid, diversi altri Paesi hanno già avviato un percorso di ritorno alla normalità eliminando a vari livelli le restrizioni anti-Covid, mentre altri si mantengono su una linea più prudente, con concessioni più graduali. Facciamo il punto su come si stanno muovendo gli Stati in Europa di fronte a una situazione epidemiologica che, con il prevalere della variante Omicron e dei suoi decorsi più lievi, soprattutto per i vaccinati, sembra suggerire la possibilità di poter convivere con il virus passando dunque dalla fase epidemica a quella endemica.

Più limiti ai no-vax in Italia, meno in Austria

Partiamo dai Paesi a noi vicini: l’Italia da ieri è entrata in una fase di ulteriori restrizioni nei confronti dei non vaccinati, con l’estensione del green pass 3G praticamente a tutti i luoghi aperti al pubblico, salvo i servizi essenziali, e uso del 2G già ampiamente in vigore, a cui si aggiunge l’obbligo vaccinale per gli over 50 che non lavorano a partire dal 15 febbraio. Tuttavia, a Roma oggi il governo Draghi discuterà i primi passi verso l’uscita dalla situazione d’emergenza: come scrive la stampa italiana, il green pass (o certificato Covid che dir si voglia) verrà reso di durata illimitata per chi si è sottoposto al richiamo del vaccino. Si parla anche di un possibile abbandono definitivo del sistema dei “colori” delle Regioni, con conseguente abolizione dell’obbligo della mascherina all’aperto e mantenimento della sola “zona rossa” per le situazioni più critiche a livello locale. In discussione anche l’abolizione della quarantena per i positivi asintomatici, sostituita dall’obbligo di indossare la mascherina FFP2 per alcuni giorni, e la limitazione della didattica a distanza ai soli allievi vaccinati, con riduzione ulteriore della quarantena a 7 giorni. Previste limitazioni dello smart working solo ai fragili.

Doppio binario per quanto riguarda l’Austria: se da un lato, da ieri è entrato in vigore l’obbligo generale di vaccinazione, con multe salate per i renitenti, dall’altra il governo di Vienna ha annunciato la revoca del lockdown imposto a novembre ai non vaccinati e allentamenti sull’orario di apertura di bar e ristoranti e sul numero massimo di persone per gli eventi privati.

La Francia dice addio alle mascherine, la Germania aspetta

Dal confine est al confine ovest della Svizzera: in Francia da oggi non è più obbligatorio indossare la mascherina all’esterno, resta soltanto la “raccomandazione” di indossarla quando “non è possibile il rispetto del distanziamento”. Eliminati anche i limiti di accesso per i siti che ricevono pubblico, dagli stadi ai luoghi culturali, teatri, cinema e sale da concerto. Dovranno aspettare invece ancora due settimane le discoteche, che restano chiuse dal 10 dicembre. Infine, sempre da oggi, il telelavoro non sarà più obbligatorio per 3 o 4 giorni a settimana ma soltanto “raccomandato”, senza precisazione del numero di giornate.

E se la Germania attenderà ancora che la situazione sia stabile con il picco raggiunto e superato, più a nord in Europa altri Paesi si spingono già avanti. In Gran Bretagna il 27 gennaio è scattata l’ultima fase della revoca delle restrizioni, con l’addio a mascherine obbligatorie, green pass e telelavoro in Inghilterra e analoghi allentamenti in Scozia e Galles.

La Scandinavia verso il ‘liberi tutti’

In Scandinavia la Danimarca, invece, è stata ieri il primo Paese della Ue ad abolire tutte le misure anti-Covid, nonostante il numero record di contagi: Copenaghen prova di nuova a liberarsi delle mascherine, dei pass e degli orari ridotti per bar e ristoranti. E con l’abolizione dei limiti agli assembramenti al chiuso riaprono anche i locali notturni. Rimarranno in vigore solo le misure ai confini per l’arrivo nel Paese di persone non vaccinate provenienti da nazioni fuori dall’area Schengen.

Sempre restando in Scandinavia, oggi anche la Norvegia revocherà la maggior parte delle misure anti-Covid ancora in vigore nel suo territorio con effetto immediato, in considerazione del fatto che la diffusione dei contagi al momento non sta mettendo a rischio la tenuta del sistema sanitario. In virtù di questo allentamento delle restrizioni, i ristoranti potranno tornare a servire alcolici dopo le 23, lo smart working non sarà più obbligatorio nei settori in cui era previsto e verrà rimosso anche l’attuale limite di 10 persone per le riunioni in abitazioni private. Rimane invece la raccomandazione al mantenimento del distanziamento sociale. Parziali allentamenti sugli orari di apertura dei locali pubblici anche in Finlandia, mentre l’Islanda prevede di revocare tutte le restrizioni anti-Covid entro metà marzo.

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