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Un manifestante portato via dalla polizia (Keystone)
11.01.22 - 20:26
Aggiornamento : 21:01

Le truppe russe via dal Kazakistan: ‘Missione compiuta’

Sedata la rivolta, ma il presidente Tokayev attacca il vecchio leader Nazarbayev: ‘Ha creato una classe di ricchi’. I morti sono almeno 164

Kassym-Jomart Tokayev ha dichiarato che le truppe dell’alleanza Csto guidata da Mosca hanno “completato con successo“ la loro “missione principale” e cominceranno a lasciare il Paese tra due giorni. Il presidente dell’autoritario Kazakistan ha precisato che i soldati inviati dalla Russia e dai suoi alleati durante i drammatici disordini della settimana scorsa, e che sarebbero più di 2’000, effettueranno un “ritiro graduale” che durerà “non più di dieci giorni”. Poi ha lanciato una critica non troppo velata a Nursultan Nazarbayev, accusando di fatto il suo predecessore ed ex mentore di aver favorito la creazione di "una classe di persone ricche anche per gli standard internazionali”. "Credo che sia giunto il momento di rendere il dovuto al popolo del Kazakistan e aiutarlo in modo sistematico e regolare”, ha affermato Tokayev che praticamente all’indomani delle violenze e delle repressioni che hanno sconvolto il suo Paese ha detto di aver incaricato il governo di creare un elenco di società e grandi oligarchi che trasferiranno annualmente capitali a un fondo sociale. Il presidente non ha fatto nomi, ma è risaputo che tra i cittadini kazaki più facoltosi ce ne sono diversi legati a Nazarbayev, come la figlia di questi, Dinara, e suo marito Timur Kulibayev, che controllano la banca commerciale Halyk.

Lotta tra gruppi di potere

Diversi osservatori ritengono che in Kazakistan sia in atto una lotta interna tra gruppi di potere. Nazarbayev ha governato per trent’anni soffocando ogni forma di dissenso e diffondendo il culto della propria personalità, ma ha continuato ad avere un’enorme influenza anche dopo aver lasciato la poltrona presidenziale nel 2019. Oltre a riservarsi il titolo di Elbasy, cioè leader della nazione, Nazarbayev ha infatti mantenuto nelle sue mani le redini del partito Nur Otan, che controlla il Parlamento, e soprattutto si è fatto affidare a vita l’incarico di capo del Consiglio di sicurezza kazako. Qualcosa però adesso potrebbe cambiare. Tokayev ha infatti sollevato l’81enne Nazarbayev dall’incarico di capo del Consiglio di Sicurezza riservandolo a se stesso e nei giorni scorsi è stato inoltre arrestato il capo dell’intelligence, Karim Masimov.


Un bus distrutto durante gli scontri (Keystone)

Tutto questo nel bel mezzo delle proteste e delle violenze, durante le quali Tokayev ha chiesto alla Russia e ai suoi alleati della Csto di inviare i propri soldati in un’operazione che molti temono serva a Mosca per aumentare la propria influenza nel Paese. Ieri Tokayev ha parlato di tentativo di “colpo di Stato" e di “attacco terroristico” e Putin ha detto che il Kazakistan è stato bersaglio del "terrorismo internazionale”, ma né l’uno né l’altro hanno fornito prove delle loro dichiarazioni.

Almeno 10mila arresti

Non è neanche chiaro quante persone abbiano perso la vita nei disordini. Giovedì la polizia kazaka ha affermato di aver ucciso “decine” di manifestanti e sabato, nonostante gli appelli internazionali contro le violenze, Tokayev aveva detto di aver autorizzato la polizia a sparare “per uccidere, senza avvertimento". Ieri, citando il ministero della Salute, diversi media riportavano di almeno 164 persone morte nelle proteste (un bilancio non verificabile in modo indipendente), ma il ministero dell’Informazione kazako ha poi ritrattato la dichiarazione parlando di "errore tecnico”. Secondo il ministero dell’Interno, le persone arrestate sarebbero quasi 10’000.

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