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Protesta contro i vaccini a Bucarest (Keystone)
21.12.21 - 20:26

Stretta sul Capodanno: 8 Paesi Ue mettono i tamponi

Oltre all’Italia, che l’ha deciso per prima, anche Portogallo, Grecia, Cipro, Austria, Irlanda, Lettonia, Svezia. Stadi chiusi in Germania

Ansa, a cura de laRegione

Omicron corre veloce e l’Europa torna a chiudersi - o a prepararsi a farlo, in forme e gradazioni diverse - di fronte all’incubo di ritrovarsi con gli ospedali pieni sotto la pressione dell’ultima, infida variante del Covid. Ma se in alcuni Paesi medi e piccoli le restrizioni (fino al lockdown numero 3 di Danimarca e Olanda) sono già in vigore, nelle maggiori nazioni del Vecchio Continente le ulteriori misure slittano a dopo Natale: prendendo di mira soprattutto il Capodanno, con la Germania in testa ad annunciarne di fatto la cancellazione assieme all’imposizione delle partite di calcio a porte chiuse nella Bundesliga e non solo dal 28 dicembre.

Per ora si procede comunque in ordine sparso. Anche in seno all’Ue, dove altri 7 Stati (Portogallo, Grecia, Cipro, Austria, Irlanda, Lettonia, Svezia) si mettono in scia alla decisione italiana - inizialmente contestata da Bruxelles al governo di Mario Draghi - d’introdurre almeno sino alla prima settimana di gennaio l’obbligo del tampone per qualunque viaggiatore: incluso all’interno dei confini dell’Unione.

I numeri del Regno Unito

Intanto il Regno Unito di Boris Johnson resta il Paese con più casi Omicron di tutta questa parte del mondo (altri 90.000 oggi), sebbene con livelli d‘incremento ormai analoghi a quelli francesi o tedeschi e inferiori in rapporto alla popolazione a Danimarca o Irlanda. Ma il traballante premier Tory per ora insiste a negare di dover andare oltre le restrizioni soft ripristinate nelle ultime settimane dal suo cosiddetto ’piano B’. I dati attuali “non giustificano" nuovi giri di vite "prima di Natale”, ha chiarito oggi, non senza ribadire peraltro - nonostante il rilancio dei vaccini e delle terze dosi booster a circa un milione al giorno sull’isola - di “non poter escludere alcuna ulteriore misura dopo” il 25 dicembre. Di fatto la conferma di quanto apparso evidente già ieri: ossia che una qualche stretta - si tratti di un nuovo semi lockdown o qualcosa di meno - è rinviata, ma verosimilmente solo di poco.


Vienna semivuota (Keystone)

E solo per ragioni di consenso politico interno e considerazioni economiche. Una scelta accompagnata dalla promessa di un nuovo mega pacchetto di aiuti pubblici da un miliardo di sterline destinati a quei settori del business (pub e ristoranti in primis) già toccati dalle prime conseguenze della paura di Omicron; e che tuttavia non convince vari medici o scienziati. Compresi ex consulenti dell’esecutivo come il professor Jeremy Farrar, il quale ammonisce sulla "trasmissibilità vertiginosa" mostrata finora dalla nuova variante, anche in assenza di dati consolidati sull’impatto definitivo su mortalità e ospedalizzazioni, concedendo al massimo una finestra di “24-36 ore” per decidere in extremis su qualche reintroduzione di chiusure precauzionali hard.

Festeggiamenti ridotti

Dal Belgio arriva se non altro la notizia positiva di una prima apparente svolta in direzione di un contenimento dell’ondata grazie a una serie di provvedimenti adottati per tempo, ma decisamente più light di quelli invocati dagli esperti (ritorno delle mascherina vincolante, interruzione delle lezioni a scuola, ripresa alla didattica a distanza per bambini e ragazzi).

La mannaia sulle feste di Capodanno inizia in ogni caso già a cadere un po’ dovunque. Con l’annullamento di grandi eventi di piazza tradizionali come quello di Trafalgar Square a Londra o di altre capitali e città grandi e piccole dell’Europa e del mondo. Mentre nella stessa Gran Bretagna i governi locali di Scozia e Galles, a guida indipendentista e laburista, fanno qualche passo parziale in più rispetto a quanto fatto al momento a livello centrale da BoJo per l’Inghilterra: imponendo non solo l’annullamento della celebrazione di Capodanno di Hogmanay, appuntamento tradizionale pubblico a Edimburgo, ma anche limitazioni nel caso della Scozia sulle presenze in locali notturni ed eventi di massa nell’ordine delle centinaia di persone; porte chiuse negli stadi in entrambi i territori.

Tutto, però, sempre a partire dalla settimana post-natalizia. Come da dopo Natale sono destinate a scattare d’altro canto le restrizioni anticipate per probabili in Francia, dove a Parigi i contagi censiti con Omicron sono saliti ad almeno un terzo del totale. O quelle annunciate stasera per certe in Germania dal neo cancelliere Olaf Scholz, con lo stop agli spettatori per le partite di calcio dal 28 e la stretta concentrata sui veglioni di Capodanno (generalmente più affollati rispetto alle riunioni familiari della Natività) che quest’anno dovranno ridursi a ritrovi casalinghi di 10 persone al massimo: under 14 esclusi, ma non senza limitazioni più drastiche per i non vaccinati. Se non altro perché - ha tagliato corto il successore di Angela Merkel - nemmeno quest’anno “è tempo di party”.

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