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Kheira Hamraoui alla presentazione col Psg (Psg.fr)
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10.11.21 - 20:26
Aggiornamento: 21:19

Psg, la centrocampista è stata aggredita verso sera

Sembra un giallo alla Montalbán, ma è successo a una calciatrice francese colpita con una spranga su ordine di una compagna. Come nel caso Kerrigan

La centrocampista è stata aggredita verso sera. E no, non è la versione al femminile di un giallo di Manuel Vázquez Montalbán. Eppure avrebbe tutti gli ingredienti per esserlo: giovedì scorso Khiera Hamraoui, 31 anni, stella del Paris St.-Germain e della Nazionale francese, è stata tirata fuori dall’abitacolo dell’auto guidata dalla compagna Aminata Diallo. Con loro, altre due compagne del club parigino: tornavano da una cena organizzata dalla società al Bois de Boulogne. I due aggressori non hanno rubato nulla e hanno picchiato solo Hamraoui, che ha finito la sua serata all’ospedale. Come sempre più spesso accade con le squadre di calcio, ormai più impenetrabili di certi Paesi comunisti della Guerra fredda, non era trapelato nulla.

Tutto quel che si sapeva è che Hamraoui non avrebbe preso parte “per motivi personali” alla gara di Champions League contro il Real Madrid, finita 4-0 per le francesi. In campo, al posto dell’indisponibile Hamraoui ha giocato Diallo, cinque anni più giovane e retrocessa a riserva con il ritorno, in questa stagione, di Hamraoui a Parigi, dove aveva già giocato tra il 2012 e il 2016. La carriera della centrocampista era poi continuata all’Olympique Lione e al Barcellona, con cui aveva alzato, nell’ultima edizione, la Champions League, che nella sua bacheca è andata a far compagnia alle due conquistate con il Lione.

Proprio la gara di Champions con il Real Madrid avrebbe dovuto essere la centesima di Hamraoui con il Psg. Per ora è ferma a 99, ma nella prossima gara, in campo non ci saranno né lei, né Diallo.


Aminata Diallo, a sinistra, arrestata dalla polizia (Keystone)

Diallo è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di aver commissionato il pestaggio ai danni della compagna. Le motivazioni non sono ancora chiare, ma non si esclude che alla base ci siano invidia e gelosia verso la collega che le aveva tolto il posto nel club facendole perdere considerazione anche nell’ambiente della Nazionale francese, in cui la stessa Diallo ha collezionato solo sette presenze contro le 36 della rivale. Hamraoui era stata una colonna della Francia fino a due anni fa, quando a un certo punto è stata esclusa dalle convocazioni. Il mese scorso la selezionatrice Corinne Diacre l’aveva richiamata, ma la centrocampista aveva dovuto dare forfait per via di un infortunio. A essere chiamata al suo posto è stata proprio Diallo, che comunque non era scesa in campo nelle due comode vittorie con l’Estonia (11-0) e il Kazakistan (5-0). Si era però presa la maglia da titolare di Hamraoui proprio nella gara con il Real Madrid, dov’è stata sostituita a due minuti dal termine. Sembrava l’inizio promettente di una possibilità di dimostrare quel che vale, è stata - in caso le accuse fossero confermate - la fine di tutto.

La notizia dell’arresto è stata infine confermata, con un certo imbarazzo dalla società attraverso una nota. “Il Paris Saint-Germain può confermare che Aminata Diallo è sotto custodia di polizia presso il servizio regionale di Versailles in seguito all’attacco a una delle giocatrici del club avvenuto giovedì scorso. Il Psg condanna in modo assoluto la violenza. Da giovedì sono state prese tutte le misure per garantire la salute, il benessere e la sicurezza dell’intera squadra femminile". Il club precisa poi che sta "collaborando fattivamente con la polizia”. Libération ha anche strappato una dichiarazione a chi sta indagando: “Si sono accaniti sulle sue gambe, come se l’intento preciso fosse impedirle di giocare per il maggior tempo possibile. A questo punto la pista di una rivalità interna al Psg non può non essere esplorata”.


Tonya Harding e la rivale Nancy Kerrigan a Lillehammer (Wikimedia)

La vicenda sembra l’esatta trasposizione di un fatto vecchio ormai quasi trent’anni. Solo che al posto del pallone c’erano dei pattini e al posto delle spranghe un manganello. È il 6 gennaio 1994 quando, durante una sessione di allenamento, a Detroit, un uomo si avvicina alla pattinatrice Nancy Kerrigan e inizia a mirare alle gambe, il tutto filmato da una telecamera: immagini che fanno subito il giro del mondo. Si scoprirà che il mandante è Jeff Gillooly, marito di Tonya Harding, compagna di squadra e rivale per un posto alle Olimpiadi di Lillehammer, in Norvegia, che si terranno di lì a poco più di un mese. In mezzo ci sono i campionati nazionali, decisivi per le convocazioni. Kerrigan era una delle favorite, ma per via del dolore al ginocchio è costretta a saltare l’evento, mentre Harding si qualifica. Kerrigan però guarisce in tempo per l’Olimpiade e la federazione americana decide di assegnarle comunque un posto. Le due rivali si ritrovano sulla pista di Lillehammer: Harding chiuderà ottava, Kerrigan seconda a un soffio dalla vincitrice, l’ucraina Oksana Baiul. L’inchiesta va avanti e il marito di Harding viene dichiarato colpevole, alla fine anche lei dovrà ammettere che era al corrente del pestaggio.

Harding, con la fama da cattiva e trattata dai media come la strega di Cenerentola, decide infine di darsi alla boxe. Si scoprirà che certi gesti non le erano estranei, quando viene fuori che nel 1992 aveva minacciato un motociclista con una mazza da baseball. Kerrigan, avvenente e aggraziata, con una medaglia d’argento olimpica da esibire, nel frattempo diventa una reginetta invitata nei talk show, incassa milioni di dollari in sponsorizzazioni e finisce anche come ospite alla grande Walt Disney Parade.

Anche Parigi oggi ha una strega cattiva, una Cenerentola e una Disneyland tutta sua in caso di lieto fine.

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