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ITALIA
22.06.21 - 09:14
Aggiornamento: 10:44

Italia: migliaia di file di bimbi abusati, un arresto

La Polizia di Trieste ha fermato un 52enne di Gorizia. Denunciate altre due persone che hanno scambiato messaggi con l'arrestato

di Ats/Ansa
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L'inchiesta continua anche a livello internazionale (immagine tematica, archivio Ti-Press)

La Polizia di Stato di Trieste ha arrestato un uomo, di 52 anni, di Gorizia, e denunciato due persone, una a Napoli e una a Padova, ha sequestrato criptovalute e decine di migliaia di file di pornografia minorile, nell'ambito dell'Operazione ‘Web Oscuro’, eseguita oggi dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni – Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online (C.n.c.p.o).

La perquisizione eseguita nei confronti dell'arrestato, che aveva accuratamente protetto i suoi account e i suoi sistemi con tecniche per rendere anonima la presenza in rete, ha consentito di rinvenire più di 30mila file pedopornografici con bambini, anche molto piccoli, raffigurati mentre venivano sottoposti a violenze e sevizie.

Gli agenti della Polizia Postale hanno anche trovato duemila chat contenenti richieste di scambio di materiale pedopornografico. In questi messaggi l'uomo arrestato proponeva a interlocutori nel dark web cataloghi raffiguranti minori che sarebbero stati disponibili per incontri sessuali dal vivo. È stato inoltre trovato un wallet, un portafoglio per la gestione delle criptovalute, dove confluivano i proventi della vendita del materiale multimediale raffigurante i minori.

Sono ancora in corso accertamenti, anche di carattere internazionale, per riscontrare l'effettiva e reale disponibilità dei minori proposti nei cataloghi e per identificare gli altri interlocutori dell'arrestato, secondo quanto riferito.

Le due persone denunciate, in provincia di Padova e a Napoli, hanno scambiato messaggi con l'arrestato per organizzare – in un caso – un incontro con minori di 14 anni per scopi sessuali e per ricevere materiale pedopornografico. Le perquisizioni a loro carico, eseguite con la collaborazione della Polizia Postale di Venezia e di Napoli, hanno consentito di sequestrare numerosi dispositivi informatici contenenti materiale pedopornografico, oltre agli account utilizzati.

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