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30.05.21 - 20:29

Italia, mai così pochi morti da covid dal mese di ottobre

Le vittime nella vicina Penisola sono state 44, mentre tre regioni passano al bianco. Oltre 34 milioni le somministrazioni del vaccino sino ad oggi

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Accelera il conto alla rovescia verso la normalità nel Ponte del 2 giugno, un assaggio di vacanze ormai quasi vere per milioni di italiani. Domani tocca a Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise - le prime tre regioni che diventano "bianche"– dire addio al coprifuoco e salutare le riaperture di ristoranti e bar al chiuso, piscine coperte, parchi tematici, sale giochi, matrimoni, fiere, sagre, circhi, corsi di formazione, convegni.

Dal 1° giugno si potrà mangiare nei locali al chiuso e assistere agli eventi sportivi al coperto (con capienza al 25%) in tutta Italia. Il 7 giugno il coprifuoco slitta alle 24 a livello nazionale (uscita libera, invece, per le regioni bianche).

La corsa alle riaperture è spinta dalla campagna vaccinale - anche ieri sopra le 500'000 somministrazioni giornaliere dopo il record di venerdì - e dal continuo calo di contagi e vittime: ieri i morti sono stati 44, il numero più basso dal 14 ottobre. In continua diminuzione i ricoverati in terapia intensiva (sono 1'061), che si avviano a scendere sotto quota mille dopo mesi. In risalita il tasso di positività, all'1,8% (+0,5 punti rispetto a ieri).

La variante indiana non spaventa

Il viceministro della salute Pierpaolo Sileri sparge ottimismo. «Non dobbiamo preoccuparci – assicura – dell'aumento di contagi in Inghilterra: lì ci sono stati seimila casi di variante indiana, di cui 5'000 da persone non vaccinate. In Italia la variante indiana è all'1%. Noi dobbiamo correre con la vaccinazione, completare le seconde dosi, continuare con mascherine e distanze e insieme, noi e la popolazione, ci lasceremo questa situazione alle spalle».

Intanto il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato la proroga dell'ordinanza, fino al 21 giugno, che vieta l'ingresso in Italia per chi proviene da India, Bangladesh e Sri Lanka.

Tre regioni passano al bianco

Le tre regioni bianche, dunque, domani dicono addio a mesi di restrizioni (la Sardegna, in effetti, era diventata bianca già a fine febbraio ma poi era tornata rossa): continuano ad essere in vigore gli obblighi di mascherina e distanziamento, ma ripartono tutte le attività che erano state sospese dalla pandemia.

Resta lo stop, invece, per le discoteche come attività di ballo. E Sileri si augura che "possano riaprire presto con il green pass e diventare un punto dove ci si possa anche vaccinare e raggiungere così i giovani che a volte sono più refrattari alle vaccinazioni".

Dal 7 giugno saranno in bianco – secondo l'attuale andamento dei contagi – anche Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto, mentre dal 14 dovrebbe toccare a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e alla provincia di Trento. Le ultime sette regioni ancora gialle potrebbero cambiare colore dal 21 giugno, con l'inizio dell'estate.

Il calendario delle riaperture prevede (per le regioni non bianche) il via libera dal 15 giugno ai matrimoni con cerimonia, parchi tematici e congressi; dal 21 giugno via il coprifuoco; dal 1° luglio riprendono infine corsi di formazione, centri benessere, sale giochi, eventi sportivi al chiuso, piscine coperte.

Sul fronte vaccini, giovedì prossimo si archivia definitivamente il sistema delle fasce di età (già bypassato in alcune Regioni dai vari open day organizzati): chiunque, dai dodicenni in su, potrà vaccinarsi. Per la fascia dei ragazzi tra i 12 ed i 15 anni l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) entro domani dovrebbe esprimersi, dopo l'ok arrivato dall'Ema, l'analoga agenzia europea.

«Pensare agli adolescenti e ai bambini –ha spiegato il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù – è importante perché sappiamo che se vogliamo limitare la catena della trasmissione questo è il meccanismo».

Le somministrazioni totali sono 34'234'814, le persone immunizzate sono 11'785'375 (un italiano su 5). E a giugno sono attese oltre 20 milioni di dosi. Mentre parte la vaccinazione "universale" c'è il problema di raggiungere i soggetti in età vulnerabile finora sfuggiti alle punture: si tratta in primo luogo di 375'000 over 80 (poco più dell'8% della popolazione complessiva di quella fascia d'età); poi 1,097 milioni tra i 70 e i 79 anni (il 18%) e 2,345 milioni tra i 60 ed i 69 anni (il 31%).

Sempre dal 3 giugno, infine, le somministrazioni potranno avvenire anche nelle aziende: nelle scorse settimane oltre 700 avevano dato disponibilità.

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