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Il presidente della Repubblica Sergio mattarella
Italia
18.05.21 - 22:520

Riaperture, Mattarella firma: da domani coprifuoco alle 23

Se la curva del virus continuasse la discesa, alcune scelte potrebbero essere rivalutate. La strategia resta quella di puntare sui vaccini

In Italia all'inizio di giugno ci potrebbe essere un nuovo tagliando alle misure approvate dal Consiglio dei ministri di lunedì e, se la curva del virus continuerà la sua discesa, potrebbero essere rivalutate alcune scelte fatte. In serata il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto sulle riaperture, che va in Gazzetta ufficiale ed entra in vigore domani: uno degli effetti più attesi è la posticipazione di un'ora, dalle 22 alle 23, del coprifuoco, una misura che verrà cancellata definitivamente dal 21 giugno. E se il governo guarda agli scenari delle prossime settimane, le Regioni, dopo aver ottenuto il cambio dei parametri che definiscono i colori delle zone, hanno già individuato il nuovo fronte sul quale concentrare il pressing: superare quel sistema dei colori che dallo scorso novembre regola la vita di milioni di italiani.

Certificazione verde valida nove mesi

La "certificazione verde Covid-19" ha validità di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale. È quanto prevede il testo finale del nuovo decreto legge Covid, firmato questa sera dal capo dello Stato. Il testo dispone inoltre che il "green pass" sia rilasciato "anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino" e che sia valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione fino "alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale".  "La strategia è la vaccinazione che ha considerevolmente migliorato la situazione e l'osservanza delle regole, dei protocolli di distanziamento, delle mascherine e tutto quello che abbiamo imparato a fare in questo anno e mezzo". Lo dice il premier Mario Draghi a margine del vertice sull'Africa a Parigi, rispondendo a una domanda sulle misure di contenimento del Covid. "I protocolli, il distanziamento, le mascherine" è "quello che abbiamo imparato a fare in questo anno e mezzo con lezioni severe e tremende, che speriamo di dimenticare". 

Nessuna fuga in avanti

L'ipotesi di una nuova verifica tra la fine di maggio e l'inizio di giugno è stata messa sul tavolo nel corso della cabina di regia con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ma non si sarebbe parlato né dei possibili interventi né - tanto meno - di date precise. Anche perché il premier è stato chiaro: dobbiamo procedere con gradualità per capire quali sono le attività che più incidono sull'aumento dei contagi. E che resti questa la linea che verrà seguita anche per le decisioni future. Niente corse in avanti, dunque, ma valutazioni ponderate e graduali sulla base dei dati scientifici. Anche perché con il nuovo decreto sono già stati decisi una serie di interventi che hanno anticipato la ripartenza di alcuni settori rispetto a quanto deciso ad aprile: le palestre riapriranno lunedì 24 maggio e non il 1 giugno, i centri commerciali nel week end già da sabato 22, i parchi tematici il 15 giugno e non il 1 luglio, i ristoranti al chiuso potranno lavorare anche la sera e non solo a pranzo dal 1 giugno. Un approccio che ha condiviso ufficialmente anche il leader in pectore dei cinquestelle Giuseppe Conte. "Chi farnetica di scorciatoie o di facili soluzioni sta pensando ai sondaggi e non al bene del paese" scrive l'ex premier in un post rivolgendosi, senza citarlo, a Matteo Salvini. "Chi lavora senza proclami su traiettorie percorribili non è un 'rigorista' ma uno che tiene davvero all'Italia. Per riaprire e non tornare indietro è necessario procedere con adeguata gradualità".

Il centrodestra torna alla carica

Il centrodestra è però già tornato alla carica. Lo ha fatto proprio Salvini subito dopo la cabina di regia e lo ha ribadito il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani chiedendo ufficialmente la "nuova verifica" per anticipare aperture e cancellazione del coprifuoco. Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha invece annunciato che il governo potrebbe prevedere l'utilizzo del green pass riaprire le discoteche, l'unico settore che per il momento non ha un'indicazione di quando potrà ripartire. "E' l'unica via di fuga rispetto a una situazione indefinita". Un pressing che è già partito anche da parte dei governatori. Nel documento approvato dalla Conferenza delle Regioni in cui sono riportati i nuovi parametri, i presidenti ribadiscono infatti che "la proposta di revisione deve essere considerata transitoria, per arrivare in tempi rapidi ad un superamento del sistema a zone". Con il decreto, conferma il presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga si è fatto un "passo avanti molto importante" anche se è chiaro "che bisogna continuare a lavorare e migliorare le cose".

La 'gara' delle Regioni per la zona bianca

Tra le regioni è partita anche la corsa per passare in zona bianca, dove si entra con un rischio basso e un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti mantenuta per 3 settimane consecutive. Stando alle norme in vigore, però, prima del 7 giugno nessuna potrà andarci: il primo monitoraggio nel quale tre regioni - Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna - hanno dati da bianca è quello del 14 maggio. A partire da quella data, le tre settimane scadono venerdì 4 giugno e dunque, le successive ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbero scattare dal 7 giugno. Altre tre, Abruzzo, Veneto e Liguria, dovrebbero avere l'incidenza da zona bianca a partire dal monitoraggio che arriverà venerdì e per loro il passaggio, se manterranno il dato, dovrebbe avvenire il 14 giugno.

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