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14.12.20 - 18:12
Aggiornamento: 20:05

Navalny, inchiesta giornalistica addita i servizi segreti russi

Volti e nomi di chi avrebbe attentato alla vita dell'oppositore russo Alexey Navalny, avvelenato a Tomsk la scorsa estate

Ats, a cura de laRegione
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Navalny con la moglie dopo le cure ricevute a Berlino (Keystone)

Una poderosa inchiesta del sito investigativo Bellingcat, condotta in collaborazione con il russo The Insider, la Cnn e Der Spiegel, ha svelato i segreti dell’operazione che avrebbe dovuto far fuori l’oppositore Alexey Navalny.

La testata, attraverso l’analisi di fonti aperte e banche dati di varia natura tra cui i metadati degli operatori telefonici e le registrazioni dei biglietti di viaggio delle compagnie aeree, ha dato un volto e un nome ai sicari dell’Fsb (i servizi segreti russi) che avrebbero avvelenato Navalny con il Novichok a Tomsk.

I dati rivelerebbero poi che l’operazione è stata condotta in coordinamento con i vertici del servizio di sicurezza erede del Kgb, nella persona del generale Vladimir Bogdanov, che ha come suo diretto superiore solo il direttore dell’Fsb, Alexander Bortnikov. Che a sua volta riferisce solo a Vladimir Putin.

La cellula che ha colpito Navalny opera sotto le spoglie dell’Istituto Criminale dell’Fsb, noto anche come NII-2 o come Unità Militare 34435. Si tratta di un gruppo clandestino di personale altamente qualificato nella gestione di materiale chimico (Bellingcat ha individuato 15 persone, 8 delle quali “erano in stretto contatto in varie fasi delle operazioni di pedinamento di Navalny nei giorni e nelle ore precedenti il suo avvelenamento”) tra cui scienziati ed ex medici.

Il gruppo avrebbe seguito Navalny in ogni suo viaggio nel 2017, l’anno in cui aveva annunciato che si sarebbe presentato alle presidenziali del 2018. Il controllo metro per metro sembra sia venuto meno nel 2018 e nel 2019 (anni in cui Navalny assicura di aver lasciato Mosca più raramente) ma l’esperienza accumulata avrebbe permesso al team di colpire, quando richiesto, a Tomsk la scorsa estate.

Telefonate con Mosca

Nei giorni in cui l’oppositore veniva avvelenato Bellingcat documenta un profluvio di telefonate e messaggi dai sicari dislocati sul campo e i loro dirigenti a Mosca, nonché tra i dirigenti stessi e i vertici dell’Fsb.

Alexey Navalny, commentando sul suo blog l’inchiesta di Bellingcat, scrive: “Il tentativo di assassinio è finalmente chiaro. E ora capite con certezza perché non può essere reso pubblico: altrimenti metà dei dirigenti dell’Fsb dovrebbero essere incarcerati. E anche Putin, che ha dato loro l’ordine".

Navalny: ’Chi aiuta Putin è un traditore della Russia’

“Vorrei dire qualche parola ai funzionari del Fsb e alle forze dell’ordine in generale”, continua Navalny. “Non vi vergognate di prendere parte nel mantenimento di questo sistema? Si vede infatti che vi siete trasformati in servitori di ladri e traditori. Per 20 anni Putin ha costantemente trasformato sia l’Fsb che il Ministero degli Interni in strutture il cui compito principale è quello di aiutare lui e i suoi amici a rubare. E voi dovete proteggere tutto questo e anche uccidere chi è contrario. Non c’è bisogno di partecipare a questo tradimento nazionale. Chi sostiene Putin e il suo sistema non è un patriota, ma un traditore. Perché hanno tradito il popolo russo”.

Tre giorni fa il presidente russo Vladimir Putin, durante una seduta del Consiglio presidenziale per la Società civile e i diritti umani, aveva affermato che non è possibile aprire un’inchiesta penale sull’avvelenamento dell’oppositore Alexiei Navalny “a causa della mancanza di materiale”.

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