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05.11.19 - 07:14
Aggiornamento: 07:38

Accordi di Parigi sul clima, gli Stati Uniti se ne vanno

Due anni dopo l'annuncio di Donald Trump, ieri è giunta la conferma. Troppe severe e penalizzanti le norme antinquinamento contenute nel trattato per le aziende americane

a cura de laRegione
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(Keystone)

Donald Trump l'aveva annunciato due anni fa. Gli Stati Uniti si ritirano  dagli accordi di Parigi sul clima. Lo ha confermato ieri Mike Pompeo, Segretario di Stato USA. A dare la notizia, riportata dal Wall Street Journal, è stato il Commissario Europeo per l’Energia e l’azione sul clima Miguel Arias Cañete: «I rappresentanti del governo americano hanno dichiarato di non voler più rinegoziare l’accordo. Ma hanno intenzione di rivedere i termini del loro impegno». Poco dopo è arrivata la correzione della correzione. «Non ci sono stati cambiamenti nella posizione degli Stati Uniti sugli accordi di Parigi» dichiara per la Casa Bianca Lindsay Walters. «Come il Presidente ha chiarito già abbondantemente gli Stati Uniti si ritireranno. A meno che non riusciranno a rientrare con termini più favorevoli al Paese». L'America, lo ricordiamo, è il più grande inquinatore del mondo dopo la Cina. Secondo Trump, gli stretti vincoli imposti dagli accordi di Parigi penalizzano duramente le imprese e le aziende statunitensi. L'America, ha assicurato Trump, farà tutto il possibile per ridurre le emissioni nocive, ma non intende sottostare ai severi diktat previsti.

Del resto Donald Trump non ha mai nascosto che per lui la questione del climate change è una "bufala". E già prima di insediarsi alla Casa Bianca, durante la campagna elettorale del 2015 e 2016, aveva svelato il suo scetticismo verso l'emergenza climatica e verso l'impatto dell'uomo sul surriscaldamento dell'atmosfera terrestre, definendo l'accordo di Parigi un ostacolo allo sviluppo dell'economia: troppo costoso per le imprese americane e un fattore di rischio per migliaia di posti di lavoro nei settori ritenuti inquinanti. E se finora gli Usa non erano usciti dall'accordo è solo per le severissime clausole che furono inserite nel testo, in base alle quali chiunque volesse tirarsi indietro non poteva farlo prima di tre anni. Ora ci vorrà un anno per completare l'intera procedura, con l'uscita definitiva degli Usa dall'accordo prevista per la fine del 2020, dopo le elezioni presidenziali americane.

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