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25.06.19 - 20:450
Aggiornamento : 23:18

Strasburgo nega lo sbarco alla Sea Watch 3

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto il ricorso presentato dalla comandante della nave, Carola Rackete, e dai 42 migranti a bordo, che chiedevano di poter attraccare a Lampedusa

Niente scialuppa di salvataggio da Strasburgo per la Sea Watch 3. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha infatti respinto il ricorso presentato dalla comandante della nave, Carola Rackete, e dai 42 migranti a bordo, che chiedevano lo sbarco in Italia. Per la soddisfazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini: “confermata la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell'Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici”. Tra i possibili scenari futuri - come annunciato da Carola Rackete – vi è quello che la comandante decida di fare rotta verso il porto di Lampedusa, andando incontro alle sanzioni previste dal decreto sicurezza bis: multe fino a 50mila euro e confisca dell'imbarcazione.

I ricorrenti avevano invocato gli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, chiedendo di essere sbarcati subito con un provvedimento provvisorio d'urgenza per poter presentare una richiesta di protezione internazionale.

La Corte ha chiesto informazioni al Governo italiano e alla ong e, dopo avere esaminato le risposte ricevute, nel pomeriggio è arrivata la decisione: non ci sono gli estremi per indicare all'Italia di autorizzare lo sbarco. Roma deve tuttavia “continuare a fornire l'assistenza necessaria alle persone vulnerabili a bordo a causa della loro età o condizioni di salute”.

Le misure provvisorie nei confronti degli Stati, sottolinea poi la Corte, vengono adottate “in via eccezionale”, quando “i richiedenti sarebbero esposti - in assenza di tali misure - a rischio reale di danni irreparabili”. Evidentemente, non era il caso dei naufraghi da 13 giorni sulla Sea Watch 3.

In mattinata in un video postato su facebook, il drammatico appello di uno dei 42: “non ce la facciamo più, qui siamo come in prigione, aiutateci a sbarcare presto, a mettere i piedi giù da questa barca. Pensate ad una persona appena uscita di prigione e fuggita dalla Libia, che ora si trova qui seduta o sdraiata. Immaginatevi come debba sentirsi”.

“La Sea Watch in Italia non ci arriva – replicato Salvini –. Possono stare lì fino a Natale. In 13 giorni se avessero avuto veramente a cuore la salute dei migranti sarebbero tornati dall'Olanda”.
 
 

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