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22.03.19 - 13:560
Aggiornamento : 15:12

Bus incendiato: 'Non è un film', la telefonata al 112 di Adam

L'appello disperato degli studenti, la storia di Rami. Resta in carcere il 47enne che 2 giorni fa ha dirottato il mezzo con 51 bimbi a bordo: 'Pericolo reiterazione'

'Ousseynou Sy, il 47enne che due giorni fa nel milanese ha dirottato il bus che guidava con 51 bambini e tre adulti a bordo e poi gli ha dato fuoco, potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili. Ne è convinta la procura milanese che nella richiesta di custodia in carcere ha indicato il pericolo di reiterazione del reato di strage come esigenza cautelare. Per gli inquirenti è stato lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme sono divampate accidentalmente. Si diffondono, nel frattempo, le comunicazioni telefoniche tra i ragazzini e le famiglie e al 112. Questa è quella di Adam:

 
 
Rami, giovane eroe

Tra i protagonisti del lieto fine, il 14enne Rami Shehata, nato in Italia da genitori egiziani, giovane eroe di questa vicenda, che è riuscito a fingere di consegnare il telefonino al dirottatore del bus, trattenendolo per sé e chiamando i carabinieri. Chiara e precisa la localizzazione del mezzo offerta telefonicamente alle forze dell'ordine, così dettagliata da permetterne l'intervento tempestivo. Il padre, orgoglioso, spera nella concessione della cittadinanza italiana per la bontà del gesto.

'Nessun segno di pentimento'

Tornando al dirottatore. Come esigenza cautelare nella richiesta, inoltrata al giudice per le indagini preliminari, che oggi pomeriggio interrogherà Sy, ha indicato per la misura in carcere il pericolo di reiterazione del reato, ossia il fatto che l'ormai ex autista di bus, se rimesso in libertà, potrebbe compiere altre azioni dello stesso tenore, anche perché non ha mostrato finora alcun segno di pentimento.

Anzi, Sy ha rivendicato il suo "gesto eclatante" come "segnale per l'Africa" e contro le politiche sui migranti dell'Italia e dell'Ue. Gli inquirenti sono convinti, inoltre, che l'uomo, che aveva già cosparso il bus col gasolio nelle fasi del dirottamento, abbia appiccato il fuoco prima che i carabinieri riuscissero a bloccarlo e mentre i primi bambini riuscivano ad uscire dal bus dai finestrini e a salvarsi. Un elemento di conferma sta nella mano ustionata di Sy.

Da quanto si è saputo, gli investigatori stanno ancora lavorando per recuperare il video-manifesto con cui Sy aveva annunciato la sua azione ad alcuni suoi contatti italiani e senegalesi sul suo canale privato di YouTube, dove si presentava col nome di 'Paul Sy'.

Agli inquirenti, infine, stando a quanto riferito, non risulta un precedente tentativo di dirottamento di un bus da parte dell'uomo qualche giorno prima di quello riuscito. E l'ex moglie dell'uomo, già sentita dalla procura, non avrebbe saputo fornire indicazioni utili alle indagini.

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