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28.09.18 - 20:12
Aggiornamento: 23:06
di Ats

Lo tsunami terrorizza l'Indonesia

Una scossa di terremoto di magnitudo 7.5 ha scatenato un violento maremoto con onde fino a 2 metri: il primo bilancio, destinato ad aumentare, è di almeno 5 vittime

L'Indonesia continua a tremare. Ed oggi una scossa di terremoto potente, di magnitudo 7.5, ha scatenato un terribile tsunami. Onde alte fino a 2 metri si sono abbattute sulle coste dell'isola di Sulawesi, spazzando via molte case sulla riva delle cittadine di Palu e Donggala mentre la gente, nel panico, fuggiva. I primi resoconti parlano di vittime, almeno 5. Ma il timore è che il bilancio dei morti e dei dispersi possa essere molto più alto.

I primi video amatoriali dei testimoni, rimbalzati in tutto il mondo, mostrano immagini di un'onda e di un muro d'acqua che si abbattono sulle coste, distruggendo ogni cosa sul cammino. Immagini che riportano alla memoria la tragedia del 26 dicembre del 2004 quando un tremendo tsunami sconvolse l'intero sudest asiatico facendo almeno 230 mila vittime.

La costa centro-occidentale dell'isola indonesiana di Sulawesi è stata colpita prima del tramonto da un doppio terremoto e poi dallo tsunami. Una tragedia - specie quella del maremoto - le cui dimensioni non sono ancora chiare, complice anche il sopraggiungere della notte che ha reso più difficili le operazioni di soccorso. Ma che non mancherà di scatenare polemiche visto che l'allarme tsunami, diramato dopo il sisma, era stato tolto dalle autorità mezz'ora dopo.

Il maremoto è seguito alla seconda scossa di terremoto. Prima ce ne era stata un'altra, sempre forte ma di minore intensità: con una magnitudo di 6,1 aveva già provocato un morto e almeno una decina di feriti, senza provocare danni estesi.

La scossa successiva, alle 18.02 locali (era mezzogiorno in Svizzera), 27 chilometri a nord-est della città di Donggala e a soli 10 chilometri di profondità, è stata in confronto devastante. La Protezione civile indonesiana segnala una grande quantità di case crollate. Danni estesi anche a un centro commerciale della capitale provinciale di Palu, 78 chilometri più a sud, dove vivono oltre 350mile persone. Il sisma è stato avvertito in un'area ancora più estesa, fino alla parte indonesiana dell'isola del Borneo.

Ma la distruzione causata dal secondo terremoto potrebbe essere inferiore a quella dell'onda d'acqua che si è abbattuta poco dopo a Palu, il punto più meridionale di uno stretto golfo. Il momento dell'avvicinamento della massa d'acqua e dell'impatto è stato ripreso da un residente con un telefonino, mentre con altre persone era al riparo all'ultimo piano del centro commerciale Palu Grand Mall, sul litorale.

Nel filmato si vede l'acqua spazzare una prima linea di abitazioni, per poi penetrare violentemente all'interno della città per centinaia di metri, avvolgendo palazzi e strutture - tra cui la moschea Baiturrahman, la principale della città - già danneggiate dal sisma. In un altro filmato, ripreso da una nave, si vedono decine di case di legno galleggiare sull'acqua.

Per la Protezione civile, anche la città di Donggala è stata colpita dallo tsunami, ma non sono stati forniti dettagli sul bilancio delle vittime. "Ci sono notizie di numerosi edifici crollati per colpa del terremoto, ha detto il portavoce Sutopo Purwo Nugroho, ammettendo però che il buio e l'interruzione delle linee di telecomunicazione rendono impossibile stime più precise e rallentano i soccorsi fino a domattina. Anche l'aeroporto di Palu, danneggiato dal sisma, verrà riaperto solo domani in serata. Molte persone avevano già lasciato le proprie case nonostante l'inspiegabile rientro dell'allarme tsunami lanciato poco prima dall'Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica.

La devastazione provocata dal maremoto del 2004 al largo di Sumatra, che causò oltre 180mila morti nella sola Indonesia, è rimasta impressa nella memoria nazionale. E solo due mesi fa, a sud di Sulawesi, l'isola di Lombok era stata colpita da due potenti scosse nel giro di una settimana, che hanno causato oltre 500 morti. L'Indonesia è uno dei Paesi più a rischio al mondo per i terremoti: l'arcipelago di oltre 17mila isole si sviluppa lungo il cosiddetto Anello (o Cintura) di Fuoco, una catena di faglie sismiche che abbraccia l'Oceano Pacifico e lungo il quale si innalzano centinaia di vulcani.

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