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israele
14.02.18 - 12:090

Netanyahu: il premiergate

Lui dice di non volersi dimettere. Gli avversari: 'Corrotto e corruttore'

"Voglio rassicurare i cittadini che il governo di coalizione è stabile. Nessuno, né io né altri, progetta di andare ad elezioni anticipate. Continueremo a lavorare fino alla fine del mandato". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui "l’indagine della polizia" nei suoi confronti "è piena di buchi, come un groviera". Benjamin Netanyahu non ha motivo di dimettersi, ed è preferibile attendere la conclusioni della magistratura sulle raccomandazioni della polizia per una sua incriminazione per corruzione. Questo il parere espresso dai leader di tre partiti della coalizione di governo: Moshe Kahlon (del partito centrista Kulanu), Naftali Bennett (del partito nazional-religioso Focolare ebraico) ed Avigdor Lieberman (del partito nazionalista laico Israel Beitenu). Bennett ha ammesso che ’’il ricevere regali così ingenti per un periodo così lungo non rientra nelle aspettative dei cittadini di Israele dal loro premier’’, ma ha anche aggiunto che per verificare la consistenza delle accuse occorre attendere il parere del consigliere legale del governo Avichai Mandelblit. Identico il parere di Kahlon, secondo cui è intanto necessario ’’cessare gli attacchi alla polizia’’ mossi da deputati della coalizione. Lieberman, da parte sua, ha affermato che Netanyahu può continuare a fungere da premier ’’fino a quando non sarà stato condannato da un tribunale’’. Alla luce delle raccomandazioni della polizia di un’incriminazione per corruzione di Benjamin Netanyahu, il premier deve subito dichiararsi "impossibilitato" e farsi da parte per consentire alla magistratura di esaminare con serenità la consistenza delle prove a suo carico: questo il parere espresso dall’ex ministra degli esteri Tzipi Livni, oggi alla opposizione. In una intervista alla radio militare Livni ha accusato il premier di essere "corrotto e anche corruttore". "Lui e il suo partito non fanno che colpire e delegittimare la polizia e la magistratura, e mettere in dubbio la loro buona fede. Non dimentichiamo – ha aggiunto – che queste strutture sono essenziali non solo nella lotta alla corruzione pubblica, ma anche al crimine e al terrorismo". In base alla legge, ha ammesso la Livni, Netanyahu potrebbe restare in carica fino ad un’incriminazione e anche fino ad una eventuale condanna: "Ma poiché egli utilizza il suo incarico per distruggere quanti devono esaminare il suo caso è allora necessario che si proclami subito impossibilitato".

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