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La 17enne Ahed
Estero
13.02.18 - 10:540
Aggiornamento 14:03

Al via il processo alla 'pasionaria palestinese'

In aula in Cisgiordania la 17enne accusata di aver colpito, a più riprese, soldati israeliani. Appelli da diverse ong

E’ iniziato stamane, martedì, nella base di Ofer (Cisgiordania) il processo nei confronti di Ahed Tamimi, la 17enne cosiddetta 'pasionaria palestinese' in prigione per aver colpito più volte, lo scorso dicembre, due soldati israeliani che però non reagirono. Le immagini della vicenda, avvenuta nel villaggio di Nabi Saleh in Cisgiordania, furono mostrate in un video divenuto virale in rete.

All’apertura del dibattito i giudici militari hanno stabilito che la udienza si svolga a porte chiuse. Il padre della giovane, presente sul posto, ha detto che il processo appare viziato in partenza e dunque non si fa eccessive illusioni. Contro Ahed Tamimi – e la madre, anche lei in prigione – l’accusa, secondo quanto reso noto all’epoca dell’arresto, è di "aver attaccato un ufficiale e un soldato israeliano", aver assaltato "in cinque altre occasioni" le forze di sicurezza e aver "tirato sassi, partecipato a incidenti violenti, minacciato e incitato altri". Per la liberazione di Ahed Tamimi e di sua sua madre sono giunti appelli da varie ong, compresa Amnesty International. "Profonda preoccupazione" è stata espressa dalle missioni Ue a Gerusalemme e a Ramallah. Da parte sua la Ong israeliana Betzelem sostiene oggi che ’’se Ahed Tamimi fosse stata ebrea, le probabilità per lei di essere arrestata sarebbero state trascurabili; solo i palestinesi – aggiunge Betzelem – sono giudicati in Cisgiordania in tribunali militari israeliani, dove la percentuale delle condanne è vicina al 100 per cento’’.

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