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21.11.21 - 10:24
Aggiornamento: 18:19

Traffico di capi griffati, dalla boutique al mercato cinese

La Guardia di finanza incastra tre persone. Sono accusate di aver contrabbandato abiti e accessori. Li acquistavano al factory store a Mendrisio

di Marco Marelli
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Ti-Press
I capi di abbigliamento passavano soprattutto da Brogeda

Si è chiusa con una richiesta di rinvio a giudizio l’indagine della Procura di Como nei confronti di tre cinesi accusati di contrabbando aggravato di capi di abbigliamento griffati e auto-riciclaggio. Gli abiti, acquistati da un cittadino cinese residente a Legnano nei negozi del FoxTown di Mendrisio, in parte sarebbero stati spediti in Cina da Montebelluna (Treviso) e Gamberalla (Vicenza), dove abitano gli altri due orientali. L’inchiesta dei Baschi verdi della Guardia di finanza di Como, aperta nell’autunno del 2018, aveva preso lo spunto da una soffiata al 117, numero di pubblica utilità: “C’è un cinese che vende abbigliamento griffato acquistato in Ticino”.

Gli accertamenti documentali hanno poi consentito di appurare che il cinese di Legnano, fra il 2017 e il 2018, aveva importato capi di abbigliamento per un valore commerciale di un milione di euro. I Baschi verdi, appostati ai valichi di Bizzarone e Brogeda, hanno documentato il fatto che l’uomo, al volante della sua auto, quasi con cadenza quotidiana andava in Ticino. Il motivo di questi continui viaggi gli investigatori lo avevano scoperto dopo un controllo alla dogana commerciale: nel baule c’erano numerosi indumenti non dichiarati per evitare di pagare tasse doganali e Iva.

Nella sua abitazione di Legnano gli investigatori avevano trovato una vera boutique del lusso, oltre 300 capi e accessori dei più noti marchi di moda internazionali (Gucci, Burberry, Prada, Ferragamo, Saint Laurent, Dolce & Gabbana, Valentino, Armani e Versace) per un valore di 400mila euro. Tutta merce pronta per essere spedita in Cina, dove l’abbigliamento griffato è molto ricercato. I documenti sequestrati a Legnano hanno consentito di stabilire che nel 2017 il cinese aveva fatto acquisti a Mendrisio per 600mila euro. Il terzetto è accusato di evasione di diritti doganali e Iva per 320mila euro.

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