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16.08.21 - 18:49
Aggiornamento: 20:21

Cuasso al Monte, depuratore ancora sotto i riflettori

Alla ricerca di soluzioni per scongiurare inquinamenti nel Ceresio. Nei lidi di Porto Ceresio continuano a sventolare le bandiere rosse

di Marco Marelli
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Porto Ceresio

Sono passati oltre cinque anni dall'aprile 2016, mese in cui la Regione Lombardia, nel corso di un incontro a Mezzana (il Canton Ticino era rappresentato da Claudio Zali, direttore del Dipartimento del Territorio) si impegnava a risolvere i problemi del depuratore di Cuasso al Monte e del torrente Bolletta che a Porto Ceresio veicola le acque inquinate nel Lago di Lugano. Risultato? La non balneabilità dei due lidi di Porto Ceresio, dove sventola la bandiera rossa.

Un tema tornato d'attualità

Quello del depuratore di Cuasso al Monte e del torrente Bolletta (e del torrente Vallone) è tema tornato di attualità, anche se ad onor del vero se ne parla da decenni. La situazione invece di migliorare sembra destinata a peggiorare, considerato che si parla con insistenza della dismissione del depuratore di Arcisate per farne confluire le acque nell'impianto di Cuasso al Monte, che stando alle associazioni ambientaliste, tornate a far sentire la loro preoccupata voce, ''non sarebbe in grado di assorbire gli oltre 2000 metri cubi d'acqua del depuratore di Arcisate''. La conseguenza quindi sarebbe quella di scaricare nel Bolletta il maggior quantitativo di acque non depurate. Comprensibile l'attenzione di Legambiente Valceresio che ha sollecitato ad Alfa Srl, società che gestisce il servizio acqua (e connessi) della quasi totalità dei Comuni del varesotto, per avere informazioni sull'ipotesi di dismissioni del depuratore di Arcisate e sullo stato dell'arte dell'impianto di Cuasso al Monte i cui lavori di potenziamento sarebbero dovuti già essere stati effettuati. «In questa fase stiamo studiando la situazione perché la depurazione è l’ultimo anello di una catena più lunga» – l'ultima dichiarazione del presidente di Alfa Srl e sindaco di Cairate Paolo Mazzucchelli. «Come per altre situazioni, anche i depuratori di Cuasso ed Arcisate saranno al centro di una valutazione che tenga conto di tutti gli aspetti legati al ciclo dell’acqua. È nostro interesse e interesse dei territori, che sono rappresentati dai nostri soci, che si trovino soluzioni ottimali, ed è chiaro che non è interesse di nessuno sovraccaricare il depuratore di Cuasso e rischiare di inquinare il Ceresio. Oltre a rischiare pesanti sanzioni per infrazioni alle normative europee in materia di inquinamento delle acque''. Intanto, nei lidi di Porto Ceresio continuano a sventolare le bandiere rosse, che stanno ad indicare il divieto di tuffarsi nelle acque del lago di Lugano. Per turisti e vacanzieri una forma di violenza. Soprattutto con la calura di questi giorni.

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