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23.11.18 - 18:090
Aggiornamento 21:07

Studente torturato a Varese da 4 coetanei, ora in manette

Quattro quindicenni arrestati per sequestro di persona, lesioni, rapina. Volevano che la vittima recuperasse un credito legato allo spaccio di droga

Sembra la trama di un film dell'orrore l'ordinanza di custodia cautelare nel confronti di quattro giovani studenti di Varese, finiti al Beccaria di Milano, accusati di sequestro di persona aggravato, lesioni personali aggravate, rapina aggravata e tortura,  reato che solo da un mese è entrato nel codice penale italiano. Due dei quattro arrestati hanno 14 anni, gli altri due 15 anni. La stessa età della loro vittima che solo negli ultimi giorni è stato in grado di riferire la violenza subita. Un vicenda che data la giovane età degli aguzzini sgomenta. Volevano che la loro vittima facesse da cassiere per recuperare un credito di 40 euro, legato allo spaccio di droga. Il giovane giudicato guaribile in 30 giorni. Per danni psicologici è stato ricoverato per una settimana nel reparto neuropsichiatrico infantile nell'ospedale di Circolo di Varese.

Scrivono i magistrati della Procura dei minori: ''La giovanissima vittima, il 9 novembre scorso, è stata avvicinata da quattro coetanei e condotta presso un garage poco distante, nel quale è rimasta rinchiusa per circa tre ore e mezzo. Qui (un garage di un quartiere di Varese, ndr), è stato percosso, minacciato, seviziato e legato su una sedia con cavi di acciaio, per essere spogliato, a torso nudo e senza scarpe. Gli hanno versato addosso acqua gelida e sapone liquido sugli occhi. Non contenti l'hanno minacciato di tagliargli un dito". E non è finita: “L'hanno colpito con un bastone ferrato e minacciato di trasformarlo in una torcia umana. Per evitare che potesse chiedere aiuto gli hanno tappato la bocca con nastro adesivo, così rendendo difficoltosa anche la respirazione. È stato liberato dopo che aveva promesso di stare in silenzio. Non contenti gli hanno rubato il cellulare ed un orecchino''. Tanta violenza è legata ad un supposto credito di 40 euro che gli arrestati sostenevano di avere nei confronti di un compagno di scuola della vittima, sullo sfondo del piccolo spaccio. 

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