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14.11.18 - 20:060

Il magnate luganese 'congela' il Basket Cantù

L'acciaieria di Dmitry Gerasimenko, residente a Lugano, è stata sequestrata a Volvograd: 'Per ora non posso continuare con il basket'

Il 41enne magnate russo Dmitry Gerasimenko, da anni residente a Lugano con moglie e figlio, ha messo in vendita la Red October, la società canturina di pallacanestro che  aveva acquistato nel novembre 2015. Una vendita a costo zero. Insomma, un regalo per coloro che sono disposti a raccogliere il testimone, per continuare l'attività sportiva di una società che nel corso degli anni ha fatto la storia della pallacanestro italiano.

La notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno, è arrivata nel pomeriggio a Cantù tramite un comunicato rivolto al mondo del basket canturino: ''Mi corre l'obbligo di informarvi che la mia azienda Red October Volvograd (la seconda in quanto dimensione acciaieria della Russia, ndr.) è stata sottoposta a sequestro, che definerei esproprio da parte di alcuni esponenti governativi della regione di Volvograd e della sua Agenzia delle Entrate, attraverso la formula del fallimento con relativo curatore, senza che via siano pendenze o debiti nei loro confronti. Ciò determina l'impossibilità contingente da parte mia di mantenere la società Pallanestro Cantù. Confido nel fatto che si risolvano in fretta i problemi. Mi rimbocco le maniche per trovare una soluzione adeguata alle aspettative della squadra e mie personali e mi appello alla volontà di tutti coloro che amano la Pallacanestro Cantù al fine di dare continuità all'attività della squadra, mettendo sul mercato la mia partecipazione azionaria a costo zero''.

Del magnate, per motivi extra sportivi, si era parlato negli ultimi giorni del 2016, dopo che si era appreso che era stato bloccato per quaranta giorni sull'isola di Cipro nell'ambito di una inchiesta della magistratura russa per il reato di appropriazione indebita su larga scala (si era infatti parlato di 65 milioni di dollari tra il 2007 e il 2009). Nei suo confronti era stato emesso un ordine di cattura internazionale. Arrestato a Cipro, qualche giorno dopo era stato rimesso in libertà. Aveva dovuto pagare una cauzione di 150mila euro, poi restituita dalle autorità cipriote unitamente ai documenti. 

In seguito nei confronti di Gerasimenko la magistrata russa aveva emesso un nuovo ordine di cattura internazionale, ipotizzando un reato differente: abuso di proprietà. Poi, non si è saputo più niente, sino ad oggi pomeriggio. A Cipro c'è la sede legale della Red October International, società che controllo l'acciaieria del magnate russo, mentre quella operativa si sapeva che era a Lugano-Paradiso, in via San Salvatore 7.

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