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27.04.22 - 14:37
Aggiornamento: 16:17

Rallenta la crescita di Google, delusione YouTube

A pesare sono l’aumento dell’inflazione e la guerra in Ucraina che hanno ridotto l’appetito per le spese pubblicitarie

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Rallenta la crescita di Alphabet. La holding a cui fa capo Google chiude il primo trimestre con ricavi per 68,01 miliardi di dollari, in aumento del 23% in quella che è la crescita più bassa dal 2020. A pesare sono l’aumento dell’inflazione e la guerra in Ucraina che hanno ridotto l’appetito per le spese pubblicitarie.

L’utile netto è sceso dell’8,3% a 16,4 miliardi. I risultati non convincenti penalizzano i titoli Google a Wall Street dove, nelle contrattazioni after-hours, arrivano a perdere fino al 7%. I ricavi di Google Cloud sono saliti a 5,8 miliardi di dollari dai 4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. YouTube ha contributo per 6,87 miliardi ai ricavi di Alphabet nei primi tre mesi dell’anno, meno dei 7,51 miliardi previsti. Google sta investendo pesantemente in YouTube per consentirle di mantenere il passo nei confronti della concorrenza e di sfidare TikTok con YouTube Shorts. Nel comunicare i risultati trimestrali, Google ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 70 miliardi.

Trimestre sopra le attese invece per Microsoft. L’utile per azione è risultato pari a 2,22 dollari a fronte dei 2,19 dollari su cui scommetteva il mercato. I ricavi sono saliti del 18% a 49,36 miliardi, oltre i 49,05 previsti dagli analisti. Nonostante i risultati solidi Microsoft segna un rialzo limitato a Wall Street, salendo nelle contrattazioni after-hours dello 0,5%.

I listini americani hanno chiuso ai minimi delle ultime sei settimane. Il Dow Jones e il Nasdaq hanno perso terreno. Il primo oltre il 2%, mentre il secondo è arretrato di quasi il 4%. Wall Street risente delle tensioni geopolitiche ma soprattutto dell’attesa per la Fed, che ha spianato la strada a un rialzo dei tassi da mezzo punto percentuale alla prossima riunione di maggio. L’aumento dei tassi preoccupa il mercato e rafforza le attese per una recessione americana che, secondo le previsioni di Deutsche Bank, sarà "profonda" nel 2023.

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