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Marc Bros de Puechredon, della direzione del Bak Economics
30.03.21 - 18:01
Aggiornamento: 18:21

Forte ripresa in vista se la vaccinazione accelererà

È quanto prevede il Bak Economics per il Pil del 2021 che dovrebbe segnare un +3,4%. Performance che dovrebbe salire al 3,7% l’anno prossimo

I ricercatori di Bak Economics prevedono una forte ripresa economica nel corso del 2021. Gli esperti dell’istituto renano, confortati dall’avanzamento della campagna di vaccinazione, ipotizzano per l’anno in corso un aumento del Pil svizzero del 3,4%. Gli specialisti del Bak si sono espressi oggi in questi termini durante una conferenza online. La stessa stima era già stata formulata in una newsletter due settimane fa.

L’ottimismo contagia anche il 2022, per il quale la crescita immaginata del Pil si fissa al 3,7%. Correggendo i valori dagli effetti degli eventi sportivi, che hanno un impatto importante sul prodotto interno lordo elvetico a causa della presenza sul territorio di associazioni internazionali, ci si attende un incremento del 3,1% per quest’anno e del 3,5% per il prossimo.

Anche se la crisi scatenata dalla pandemia sta ancora colpendo il Paese, i ricercatori nutrono grandi speranze relative ai vaccini. Più velocemente le immunizzazioni procedono e più velocemente l’economia ne beneficerà e minori saranno le misure di confinamento, ha affermato Marc Bros de Puechredon della direzione generale del Bak durante un evento in streaming appositamente per la Svizzera italiana. 

Ad aiutare sarà anche il pacchetto di stimoli confezionato negli Usa dall’amministrazione del presidente Joe Biden, sottolineando così l'importanza dell’economia a stelle e strisce per tutto il pianeta, Svizzera compresa.

Malgrado queste prospettive tutto sommato rosee, la situazione del mercato del lavoro andrà monitorata da vicino. Nei prossimi mesi vi è infatti da mettere in preventivo un aumento dei disoccupati, la cui quota potrebbe raggiungere il 3,8%. Il sostegno durante la crisi è stato comunque senza precedenti, ha proseguito Marc Bros de Puechredon, e tuttora la Svizzera è ben al di sopra del suo record pre-Covid per quanto riguarda il ricorso al lavoro ridotto.

Per quanto riguarda il Ticino la disoccupazione sarà più elevata nel corso del 2021 rispetto al resto della Svizzera. «La cosa interessante è che tende ad abbassarsi più velocemente rispetto alla media nazionale con il settore industriale messo meglio di quello dei servizi (mille disoccupati in media contro i cinquemila dei servizi, ndr)», ha ricordato ancora Marc Bros de Puechredon.

Nonostante ciò, è probabile che il fallimento di alcune aziende sia stato solo rimandato. In certi casi vi saranno verosimilmente licenziamenti dopo la scadenza del lavoro ridotto. La situazione dovrebbe distendersi entro la fine del 2022, quando, secondo il Bak, il tasso di disoccupazione scenderà di nuovo al 2,8%.

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