laRegione
causa-pandemia-in-calo-i-prelievi-ai-bancomat-in-svizzera
(Ti-Press)
Economia
17.11.20 - 12:160

Causa pandemia, in calo i prelievi ai bancomat in Svizzera

Secondo Six, nel 2020 atteso un calo del 20-25% dei prelievi di contante. Entro 5 anni il numero dei bancomat potrebbe essere il 30-40% in meno

La pandemia potrebbe portare a una moria di bancomat: il gruppo SIX, che fornisce il software per i distributori automatici delle banconote in Svizzera, constata che vi è un crescente disinteresse per il denaro contante.

"Nel 2020 ci aspettiamo un ulteriore calo dei prelievi dell'ordine del 20-25%", indica all'agenzia Awp il portavoce di SIX Julian Chan. L'anno scorso, secondo le statistiche dell'azienda zurighese, il calo è stato del 10-15%.

Le banche tengono d'occhio l'uso degli sportelli in questione, in quanto l'offerta del servizio comporta costi elevati. L'acquisto e l'installazione di un dispositivo costa tra i 40'000 e i 90'000, a seconda di quello che è in grado di fare, spiega Andreas Dietrich, professore della Scuola universitaria professionale di Lucerna specializzato in servizi finanziari. La manutenzione, la videosorveglianza e l'affitto dell'ubicazione generano poi oneri annui compresi tra i 15'000 e i 40'000 franchi.

Secondo l'esperto ridurre tutto alla questione dei costi sarebbe però un errore. La presenza di un bancomat risponde infatti a volte ad imperativi strategici: in alcuni luoghi sono utilizzati per scopi di marketing o costituiscono un marchio di prestigio.

Ciò nonostante gli istituti non potranno evitare di pensare al futuro di queste macchine, il cui utilizzo è in costante diminuzione negli ultimi cinque anni. Il 2015 aveva segnato un record, poi è subentrato il calo: la pandemia ha solo accelerato la tendenza al ribasso già in atto. Questo significa che ogni transazione effettuata sugli apparecchi costa sempre più denaro alle banche.

Benjamin Manz, analista del servizio di confronti internet Moneyland, osserva che potrebbe avvenire una concentrazione. "In molte località esiste un bancomat Raiffeisen, uno per la banca cantonale e uno per ciascuna delle grandi banche UBS e Credit Suisse, che da tempo hanno chiuso le loro filiali".

Raiffeisen assicura che il numero dei suoi sportelli automatici dovrebbe rimanere stabile nei prossimi due anni, nonostante l'aumento dei pagamenti senza contanti e con il cellulare. Il gruppo sangallese è il campione elvetico in materia di bancomat, con la rete più estesa: 1771 apparecchi. Anche PostFinance - che gestisce poco meno di 1000 Postomat - constata una tendenza al minor utilizzo.

Per Credit Suisse la diminuzione della clientela che usa i bancomat avrà conseguenze a lungo termine. La rete si baserà sulla domanda di contante, fa sapere l'istituto. Non è comunque prevista alcuna riduzione nell'immediato futuro.

Secondo le statistiche della Banca nazionale svizzera (BNS), a fine agosto in Svizzera c'erano circa 7000 distributori automatici di banconote. Il gruppo SIX prevede che il numero scenderà del 30%-40% nei prossimi cinque anni. Anche la chiusura delle succursali bancarie, altro importante trend del settore, contribuirà ad aumentare la scarsità degli apparecchi.

Una loro scomparsa totale sembra tuttavia fuori questione, dato che gli svizzeri sono tradizionalmente legati al denaro contante. Manz sottolinea che oggi esiste un bancomat ogni 1200 abitanti, una percentuale relativamente alta rispetto agli altri paesi. Ad esempio in Scandinavia pagare in contanti è ormai diventata una pratica esotica, spiega l'esperto. Ma in Svizzera avere i soldi in mano piace: l'anno scorso, stando alla BNS, circolavano nel paese quasi 80 miliardi di franchi in banconote. E il volume negli ultimi cinque anni è risultato in costante aumento.

TOP NEWS Economia
Economia
4 gior
Svizzera, edilizia e industria soffrono a causa del covid
Il settore secondario ha conseguito un fatturato, nel terzo semestre, in calo del 6%. Lo rende noto l'Ufficio federale di statistica
Economia
4 gior
Germania, Thyssen taglia 11 mila posti di lavoro
L'industria del metallo ha annunciato la misura, che sarà attuata nel giro di tre anni. Una decisione da ricondurre all'impatto del coronavirus sui mercati
Economia
1 sett
La piazza finanziaria ticinese si sta stabilizzando
Secondo l'annuario 2019 del Centro studi Villa Negroni il processo di concentrazione in atto nel settore bancario cantonale è stato ‘meno rilevante’
Economia
1 sett
Il più grande accordo di libero scambio con la Cina
Quindici Paesi dell'Asia-Pacifico hanno firmato l'intesa commerciale storica. L'influenza di Pechino crescerà di molto
Economia
1 sett
Ubs, ‘per il momento nessuna ristrutturazione del personale’
Il presidente del CdA Axel Weber afferma che ‘non vogliamo far pagare le incertezze del futuro ai collaboratori’
Economia
1 sett
'Meno regole per produrre dolci e biscotti in Svizzera'
Lo chiede l'associazione di categoria Biscosuisse visto il calo delle esportazioni. Il prezzo delle materie prime e gli eccessivi oneri amministrativi
Economia
1 sett
Le banche potranno dedurre le multe ricevute all'estero
Lo prevede la modifica di legge proposta dal Consiglio federale. La deducibilità varrà solo a determinate condizioni
Economia
1 sett
Coronavirus, servono nuovi crediti per le aziende
Lo sostiene il direttore del Kof, il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo
Economia
1 sett
Raiffeisen: ‘Indipendenti per favorire i nostri clienti’
Karin Valenzano Rossi del Cda di Raiffeisen Svizzera spiega le ragioni dell’abbandono dell’Associazione svizzera dei banchieri
Economia
2 sett
Covid, il vaccino di Pfizer e BioNTech offre risultati promettenti
Le due società farmaceutiche hanno annunciato che richiederanno l'autorizzazione per la produzione alla statunitense Food and Drug Administration
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile