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24.05.19 - 09:250

Huawei fa la svizzera e intende assumere mille ricercatori

Il colosso cinese delle telecomunicazioni intende investire qui - ma anche altrove in Europa - nella ricerca, creando più centri

Huawei vuole investire massicciamente nella ricerca in Svizzera. Il colosso cinese delle telecomunicazioni ha in programma di creare "un migliaio di posti di lavoro", ha dichiarato ieri sera il vicepresidente di Huawei Svizzera Felix Kamer al telegiornale della Srf. Discussioni sono già in corso, ha precisato Kamer senza fornire un calendario preciso. "I fondi saranno probabilmente distribuiti in diversi nuovi centri di ricerca", ha aggiunto in dichiarazioni all'agenzia di stampa Keystone-Ats. La prima cosa da fare è definire i temi di ricerca, spiega Kamer. L'attenzione sarà focalizzata sulle competenze in cui la Svizzera è leader e che sono pertinenti per Huawei a medio termine. "Siamo particolarmente interessati alla ricerca nei settori della fisica, dell'informatica, delle nanotecnologie, della scienza dei materiali e di altre scienze naturali", ha affermato Kamer, che mira anche a "forme di cooperazione interdisciplinare". Huawei non prevede comunque di investire solo in Svizzera, precisa il numero due di Huawei Svizzera. Il colosso cinese punta anche su altri Stati europei sempre facendo capo ai singoli punti di forza. Prevede ad esempio di investire in un istituto di design industriale a Parigi, perché la capitale francese è "la città della moda", e un centro di competenza per la finanza globale a Londra.

Huawei è attualmente sotto pressione internazionale. Una settimana fa Donald Trump aveva messo al bando la società negli States per motivi di sicurezza nazionale. Tale decisione, poi parzialmente sospesa per un periodo di 90 giorni, significa non solo che Huawei non potrà vendere la sua tecnologia negli Usa, ma soprattutto che non potrà acquistare componenti da aziende americane, a meno che queste non chiedano e ottengano una licenza. In seguito al bando, Google aveva annunciato che i cellulari Huawei non avranno più accesso agli aggiornamenti di Android, con gli utenti che rischiano improvvisamente di non poter usare sui propri smartphone le applicazioni e i servizi della casa di Mountain View, come Gmail e YouTube. Il colosso cinese aveva reagito annunciando il lancio di un proprio sistema operativo. A differenza di alcuni operatori giapponesi e britannici, le "tre S" della telefonia elvetica (Swisscom, Sunrise e Salt) non intendono per il momento interrompere la collaborazione con il colosso cinese. Gli smartphone Huawei continuano così a figurare nell'assortimento delle tre società svizzere, che affermano tuttavia di seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda.
 
 

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