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Economia
06.02.18 - 14:450

Borse, Europa in picchiata

Wall Street, il crollo degli indici Usa ha pesato pure sui listini dell'Asia e del Pacifico

Borse europee in picchiata in vista di un nuovo tonfo di Wall Street, a giudicare dai futures, tornati in calo dopo una pausa rialzista nella mattinata. Il crollo degli indici Usa nel giorno dell’insediamento del nuovo presidente della Fed Jerome Powell ha pesato nella mattinata sui listini dell’Asia e del Pacifico, con Tokyo in calo del 4,73%, Hong Kong del 5,12% e Sidney del 3,2%. Un’ondata di vendite che si è poi abbattuta sull’Europa, con Milano in discesa del 3,6%, Parigi del 3,4% e Francoforte del 3,5%, al pari di Londra al momento dell’apertura.

Un turbine che si è temporaneamente placato con l’inatteso rialzo degli ordini di fabbrica in Germania e l’effimero rialzo dei futures Usa, che hanno riportato gli indici europei a un calo di circa 1,5 punti percentuali a metà mattina. Ma si è trattato solo di un sollievo temporaneo. A fine mattinata infatti è scesa la fiducia dei manager del commercio al dettaglio in Germania, Francia, Italia e nell’Ue e i futures su Wall Street sono tornati in calo, riportando i listini europei a perdere oltre il 2%.

A metà seduta Milano lascia sul campo il 2,07%, Francoforte il 2,08%, Londra il 2,1%, Parigi il 2,3% e Madrid il 2,5%. Sul fronte macroeconomico la bilancia commerciale Usa di dicembre è prevista in calo con un rosso di oltre 52 miliardi di dollari, a fronte dei 50,5 del mese prima, mentre i posti vacanti sono previsti in rialzo fino quasi a sfiorare le 6mila unità. Ma – spiega un operatore – "Le Borse scendono per motivi finanziari e non economici, come dimostra il rialzo del dollaro a 1,24 sull’euro".

Nelle sale operative si teme che il nuovo corso della Fed, sotto la guida di Powell, porti subito un rialzo dei tassi in più rispetto alle attese. Ma la correzione dei mercati era prevista comunque, un po’ per i complessi algoritmi finanziari che determinano l’acquisto e la vendita di azioni, un po’ per le mosse dei fondi speculativi, gli ’Hedge Fund’ come Bridgewater, già corto sull’Italia, che hanno già anticipato le vendite di ieri e di oggi approfittando dei recenti rialzi di Borsa e ora "si stanno ricoprendo" a prezzi di saldo. Sui listini prevale il segno meno ad eccezione del tecnologico Ams (+10,8% a Zurigo), pronto a lanciare un bond convertibile da 600 milioni di euro, che ha presentato conti migliori delle stime, e di Banca Intesa (+1,4%) dopo i conti e il piano industriale. Sotto pressione Munich Re (-2,948%) e Commerzbank (-4,48%) a Francoforte, insieme a Cnh (-4,5%) e Fca

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