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Economia
28.07.16 - 18:070
Aggiornamento : 11.12.17 - 18:16

Credit Suisse, il mercato non ci crede

La borsa bastona Credit Suisse: dopo aver accolto inizialmente molto bene i risultati trimestrali, stupendosi per l’utile insperato, il mercato ha guardato con più attenzione i conti e si è ricreduto, facendo affondare il titolo. Gli operatori parlano di molti ordini di vendita provenienti dall’estero.

La giornata era partita bene, con Credit Suisse per una volta protagonista in positivo: l’azione della seconda banca elvetica è arrivata a guadagnare il 3% nella prima ora di contrattazione e si è mantenuta tonica sino alle 11.00, per poi precipitare. Nel pomeriggio perdeva circa il 3% e nel finale è arretrata ulteriormente, chiudendo a in calo del 5% a 10,97 franchi.

Gli operatori avevano in un primo tempo guardato all’utile di 170 milioni nel secondo trimestre: tanti, considerando che gli analisti si aspettavano in media una perdita di 168 milioni. Poi però gli specialisti hanno passato in rassegna le cifre e il giudizio si è fatto meno favorevole.

C’è chi ad esempio dice che il risultato è positivo solo perché sono state accantonate meno riserve per la ristrutturazione di quanto sia necessario. Inoltre sono state sciolte riserve per rischi sul credito: a fine giugno questa posta era di 28 milioni, mentre il mercato le valutava a 119 milioni, affermano gli esperti della Banca cantonale di Zurigo. Riguardo alla ristrutturazione, Credit Suisse ha inserito un costo di 91 milioni nel trimestre, mentre ci si aspettava 271 milioni.

Il CEO Tidjane Thiam non ha voluto inoltre sbilanciarsi sull’immediato futuro: non ha fornito una previsione sull’insieme dell’esercizio. Questo fa nascere in taluni operatori sospetti sull’andamento della banca. Ciononostante Thiam ha confermato gli obiettivi a medio termine per il 2018, che non pochi ritengono irrealistici. Thiam ha anche detto che la banca non è l’obiettivo di un’acquisizione: un fattore che ha ulteriormente tolto attrattiva al titolo.

Come noto Credit Suisse è reduce da mesi più che travagliati, anche in borsa: il 6 luglio il titolo è sceso sino al minimo storico di 9,755 franchi. Rispetto all’inizio dell’anno attualmente arretra del 45%.

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