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11.09.22 - 14:32
Aggiornamento: 14:52

È morto il cineasta svizzero Alain Tanner

È stato una delle figure di spicco del grande schermo elvetico ed è all’origine del nuovo cinema svizzero negli anni 1970

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Precursore sul grande schermo

Il cineasta Alain Tanner è morto oggi all’età di 93 anni. Riconosciuto a livello internazionale, Tanner è stato una delle figure di spicco del cinema elvetico ed è all’origine del nuovo cinema svizzero negli anni 1970. L’annuncio è stato fatto dall’Associazione Alain Tanner, d’intesa con la famiglia del defunto.

Era nato il 6 dicembre del 1929 a Ginevra. Nel 1951 aveva fondato, insieme a Claude Goretta, il cineclub universitario di Ginevra. A 23 anni si era imbarcato nella marina mercantile e, dal 1955 al 1958, aveva vissuto a Londra dove si era appassionato di cinema e aveva trovato un lavoro presso il British Film Institute. Nel 1957 Tanner realizza il suo primo film insieme a Goretta, "Picadilly la nuit" (Nice time). Nel 1968 aveva fondato la casa di produzione Groupe 5 assieme allo stesso Goretta, a Jean-Louis Roy, Michel Soutter e Jean-Jacques Lagrange (in seguito sostituito da Yves Yersin). Le loro opere permettono al cinema svizzero di raccogliere consensi all’estero e ne offrono un nuovo approccio controcorrente.

Al suo attivo si contano una ventina di lungometraggi, tra i quali spiccano "Charles mort ou vif" (1969), Pardo d’oro al Festival internazionale di Locarno, "La Salamandre" (1971), diventato poi un film culto per un’intera generazione, "Jonas qui aura 25 ans en l’an 2000" (1976), "Les Années lumière" (1981), Grand prix speciale della Giuria a Cannes, o ancora "Dans la ville blanche" (1983). Il suo ultimo lungometraggio, "Paul s’en va", esce nel 2004. In una sua intervista del 2009 al settimanale Lausanne-Cité in occasione dei suoi 80 anni Tanner aveva dichiarato che "lo stato del mondo mi rattrista profondamente". "C’è un vero e proprio degrado globale delle cose. Il capitalismo, che aveva una sua dinamica, che aveva creato ricchezza, ci porta oggi a sbattere contro un muro. Però non sono stufo della vita ma stanco di lottare per la cultura, per il cinema... ". Il regista voleva tuttavia continuare a sognare, prendersi cura dei nipotini e "leggere e rileggere libri". Nell’agosto 2010 a Tanner viene attribuito il Pardo d’onore della 63esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno e nella sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche a Venezia e negli Stati Uniti.

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