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02.06.22 - 22:31
Aggiornamento: 23:06

Dell’attitudine umana o lo stupore continuo

‘Due etologi’ è lo spettacolo tragicomico del duo Byland-Ferretti, che racconta del comportamento umano in una continua e perpetua osservazione

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Sergio Luban
Enrico Ferretti, Mareike Schnitker e Pierre Byland

«Il pretesto è l’incontro fra due eminenti etologi di fama internazionale che saranno impegnati in una conferenza-spettacolo sul comportamento umano e animale. Tramite rievocazioni dal passato, emergeranno e verranno messe in rilievo alcune caratteristiche umane. Una rievocazione raccontata con lo stupore dei due personaggi, che descrive la loro attitudine nell’osservazione scientifica». Condensando con le parole dell’autore di teatro, ricercatore, nonché cofondatore e membro della Compagnia Tiziana Arnaboldi Enrico Ferretti, l’essenziale attitudine allo stupore salirà sul palco del Teatro San Materno di Ascona, sabato 4 giugno alle 20.30, con il nuovo spettacolo in francese e italiano ‘Due etologi – Deux éthologues’, ovvero coloro che si occupano dello studio del comportamento. «È una pièce tragicomica contemporanea scritta e interpretata da Pierre Byland e me; nei panni di due ricercatori, specialisti del comportamento animale, compreso l’animale umano. Due etologi molto fieri, felici e lusingati di rivedersi si ritrovano dopo parecchio tempo e condividono il loro punto di vista in una conferenza molto logica e nello stesso tempo molto folle, che si sofferma con cura su quello strano animale che chiamiamo uomo, mettendolo a confronto con gli altri animali. I due ricercatori si sforzano di capire, si sorprendono vicendevolmente e accompagnano il pubblico in un viaggio di esplorazione che lascia spazio allo stupore, al sapere di non sapere, all’innocenza infantile permanente, all’immaginazione e all’improvvisazione», introduce il nostro interlocutore.

La drammaturgia è molto semplice seppur ammantata di un alone di mistero, «un possibile dramma», insieme a una buona dose di «leggerezza e ilarità, che è la cifra stilistica dello spettacolo, accompagnata dalla ricerca della verità, senza passare dal realismo», specifica Ferretti. «I due protagonisti sul palco sono dei grandi osservatori, caratterizzati dalla predisposizione allo stupore per tutto ciò che li circonda e da un grande amore per l’osservazione, che diviene mezzo e fine dello spettacolo: un continuo ricercare e meravigliarsi».

Sotteso è anche il grande piacere dei due di ritrovarsi dopo lungo tempo; un piacere su e giù dal palco visto che Pierre Byland ed Enrico Ferretti si conoscono da molti anni. Il secondo è stato allievo del primo a Parigi, alla Scuola di teatro di Jacques Lecoq negli anni Ottanta. «Abbiamo collaborato a progetti comuni, sia pedagogici sia artistici»; da tempo, continua l’autore, ai due frullava in testa l’idea di «lavorare in duo condividendo i nostri percorsi artistici, le nostre passioni e le nostre riflessioni sul teatro».

Un’occasione per celebrare Byland

Soprattutto, tiene a rimarcare Ferretti, lo spettacolo di sabato è l’occasione per celebrare e vedere al lavoro Pierre Byland che torna sulla scena: «Oltre a essere un grande attore è anche un grande maestro. È clown e regista conosciuto a livello internazionale, in particolare per il suo originale apporto al teatro contemporaneo». Secondo il parere di Jacques Lecoq – attore teatrale, mimo e pedagogo francese; fondatore dell’omonima Scuola internazionale di teatro –: "Pierre Byland fu all’apogeo delle nostre ricerche sul clown. La sua personalità, il suo talento e i suoi doni acrobatici, contribuirono al nascere dell’immagine del ‘clown teatrale’. Lui portò il piccolo naso rosso nel teatro di oggi e lo rese popolare a livello internazionale con i suoi spettacoli".

Nato alla fine degli anni Trenta a Buchs, nel Canton Argovia, Byland – lo descrive il suo "complice" Ferretti, come usano definirsi – è anche autore, regista, pedagogo e pianista, formatosi alla scuola di Lecoq dove è stato insegnante per dodici anni e dove i due si sono conosciuti. Byland è cofondatore del Centre national des arts du cirque, dove ha messo a punto la ‘Fac’, sciogliendo: Formazione dell’attore da circo e delle arti di clown. È anche cofondatore della Compagnia Byland-Gaulier, della Compagnia Les Fusains con la moglie Mareike Schnitker, che è la regista di ‘Due etologi’.

Uno fra i suoi apporti pedagogici più significativi è l’invenzione della «pedagogia dell’‘Homo Stupidens’ che si prefigge di ritornare alle origini, aiutare gli attori a recuperare il senso iniziale del concetto di "stupidità", inteso come capacità di stupirsi sempre di fronte agli eventi della vita: questo significa riscoprire il proprio clown interiore, in un’ottica moderna e ricca di significato», chiosa Ferretti.

Memento

L’appuntamento con i ‘Due etologi - Deux éthologues’ – coproduzione della Compagnia Tiziana Arnaboldi – è per sabato 4 giugno, alle 20.30 nel bell’edificio Bauhaus che è il Teatro San Materno di Ascona. Lo ricordiamo, la pièce tragicomica è in italiano e francese, scritta e interpretata da Pierre Byland ed Enrico Ferretti, con la regia di Mareike Schnitker, luci e tecnica: Elia Albertella.

Informazioni reperibili digitando www.teatrosanmaterno.ch/it.

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