laRegione
cannes-festeggia-i-suoi-75-anni-inneggiando-al-cinema
Keystone
Michel Hazanavicius (dx) e l’attrice franco-argentina Berenice Bejo
Cinema
18.05.22 - 19:26
Aggiornamento: 19:48
di dall'inviato Ugo Brusaporco

Cannes festeggia i suoi 75 anni inneggiando al cinema

Brillano ‘Coupez!’ di Michel Hazanavicius, scelto da Thierry Fremaux per inaugurare l’edizione, e ‘For the Sake of Peace’, prodotto da Forest Whitaker

Strano caso quello di ‘Coupez!’, il film di Michel Hazanavicius scelto da Thierry Fremaux per inaugurare l’edizione 2022 di questo festival che compie 75 anni. Il pubblico in sala ha decretato un trionfo, meritato, che da tempo non si sentiva qui sulla Croisette. Il fatto è che il film del talentuoso Hazanavicius doveva essere presentato in anteprima nel gennaio 2022 al Sundance Film Festival, e per colpa della pandemia il festival è stato trasformato in un’edizione virtuale e la proiezione del film è stata annullata. Ecco allora che, pensiamo con gran felicità, Fremaux gli ha offerto il tappeto rosso di Cannes.

Spieghiamo subito che ‘Coupez !’ (titolo internazionale ‘Final Cut’) è un remake del film giapponese ‘Ne cut!’ (2017) di Shin’ichiro Ueda (uno di quei registi capaci di prendersi in tanti festival il premio del pubblico). Si ripete la storia di tanti remake, anche se questo ci ha fatto pensare soprattutto al silenzioso appropriamento fatto da Sergio Leone nei confronti di ‘La sfida del samurai’ (Yojimbo) di Akira Kurosawa, diventato nella sua narrazione ‘Per un pugno di dollari’. Come in quel caso, la rilettura del testo filmico primario ne celebra una splendida e provocante originalità. Bisogna subito dire che decidendo di portare il film al Sundance, il regista aveva fatto una precisa scelta di campo verso un pubblico cui rivolgersi. Qui, fuori concorso, il film esalta un suo aspetto culturale, una visione franco-europea che facilmente confonde la critica di oltre atlantico. Variety ha faticato a trovarne il senso, partendo da una facile idea commerciale e rinunciando al percorrere un’idea più autoriale che rende questo film, insieme, estremamente spassoso e finemente omaggio ineguagliabile alla bellezza del Cinema. Il film si apre come un violento splatter con variazioni sugli zombie; per mezz’ora il pubblico segue le strampalate disavventure di una troupe cinematografica guidata da un regista folleggiante che si ritrova a guidare un’esplosione violenta del suo cast e dei suoi collaboratori; si arriva ai titoli di coda e il regista sullo schermo riprende il racconto spiegando cosa era successo prima, il contatto con una banale e povera carriera, con una produzione attenta al pubblico via internet, che gli propone di girare un horror zombie in presa diretta. Vediamo le titubanze dell’uomo, il sentirsi ancor più svalutato e il bisogno di lavorare a qualsiasi costo. Seguiamo l’evolversi della situazione organizzativa fino al giorno delle riprese e qui il film, perso il retaggio zombie, diventa un’irresistibile commedia che provoca applausi irrefrenabili di un pubblico conquistato da un turbinare di slapstick che rendono omaggio al cinema muto e all’artigianato cinematografico. La commedia è stupenda. E se la regia è magistrale, il gruppo di attori e attrici è da spellarsi le mani, a cominciare dal protagonista Romain Duris (Rémi) e dalla sua attrice Matilda Lutz, l’impagabile come sempre Bérénice Bejo nella parte della strana moglie del regista. Questo è il cinema. Di rilievo, come sempre, le musiche di Alexandre Desplat.

Su un altro piano, sempre fuori concorso, ci porta il documentario ‘For the Sake of Peace’, diretto a quattro mani da Christophe Castagne e Thomas Sametin e prodotto dal noto attore Forest Whitaker, qui a Cannes per presentarlo. È ormai risputo l’interesse di Whitaker per la terribile situazione del Sud del Sudan; già nel 2015 aveva presentato un suo corto, ‘South Sudan’s Civil War’, segno di un impegno che lo ha portato anche a fondare un’associazione che s’interessa dello sviluppo della pace e dell’educazione scolastica in questa terribile zona africana. Il film segue il destino di due giovani impegnati nel risolvere i problemi del Paese, una giovane madre che tenta di pacificare due grandi tribù in lotta fra loro per il bestiame che viene continuamente rubato dall’una o dall’altra parte perché serve come dote necessaria al matrimonio delle figlie. È una delle tante situazioni ancestrali che pesano sul progresso del Paese. Altro protagonista è un giovane che vive in un enorme campo profughi vicino a Juba, dove grazie al calcio aggrega una moltitudine di bambini altrimenti senza scopo nel tedio del campo. È un coinvolgente viaggio in una parte del mondo fuori dai riflettori dell’informazione e del turismo, una parte del mondo in cui la maggior parte degli uomini ha il fucile in mano in attesa di una prossima guerra. Il cinema racconta.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
cannes cinema michel hazanavicius thierry frémaux
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Culture
Teatro
1 ora
‘Peter Brook ha vissuto il teatro, la sua vita, fino alla fine’
David Dimitri, presidente della Fondazione Dimitri di Verscio: ‘Aveva un’opinione forte e precisa sul teatro, che doveva avere senso e smuovere’
Scienze
6 ore
Evaporazione accelerata per oltre un milione di laghi nel mondo
Non c’è solo la siccità tra le conseguenze del riscaldamento climatico. Annualmente si perdono in media 1’500 chilometri cubi di acqua
Spettacoli
7 ore
Camaleonti in lutto: Cripezzi morto dopo un’esibizione
La storica band italiana perde il cantante e tastierista. Il decesso è avvenuto nella notte, dopo un concerto a Pescara
Teatro
8 ore
Il regista britannico Peter Brook è morto
Fra i maestri della drammaturgia del Novecento, Brook è deceduto all’età di 97 anni a Parigi, dove si era stabilito da metà anni Settanta
Scienze
1 gior
Vaiolo delle scimmie, riscontrati sintomi atipici
Uno studio ha rivelato che le persone affette dall’attuale epidemia ha accusato meno febbre e più lesioni genitali
Spettacoli
1 gior
Forever Marilyn, il mito della diva tra foto e memorabilia
A sessant’anni dalla sua morte (avvenuta il 4 agosto 1962), a Torino si inaugura oggi una mostra piena di chicche
Spettacoli
1 gior
Per Vasco il bilancio del tour è... ‘Senza parole’
Dopo un tour che in un mese l’ha portato in giro per tutta Italia, il rocker si dice ‘Travolto e stravolto da 701’000 dichiarazioni d’amore’
Incontri
1 gior
Officina Beltrami. Cogliere il rumore del mondo
Intervista all’autore di ‘Il mio nome era 125’ e ‘Cercate Fatima Ribeiro!’, ma anche di tanto altro. Matteo racconta i suoi passi nella narrazione.
Spettacoli
1 gior
Ida Nielsen è ‘una tipa tosta, tostissima’, da bass heavy funk
Carriera personale ed eredità artistica di Prince: a colloquio con la Funk Princess che questa sera sarà sul palco di Ascona con The Funkbots, dalle 23.30
Scienze
2 gior
La siccità aumenta il rischio di diarrea nei bambini piccoli
L’allarme arriva da uno studio condotto negli Stati Uniti. Il disturbo è nel mondo una tra le principali cause di morte nei bimbi sotto i cinque anni.
© Regiopress, All rights reserved