laRegione
Sogno o son Festival
31.01.22 - 10:11
Aggiornamento: 17:06

Il sogno del paparazzo (Sanremo, giorno zero)

Chi, col settore in crisi, si farebbe portare in auto fino a Sanremo? A cosa servono gli aeroporti? Ma soprattutto: chi viaggia su quei van Mercedes?

il-sogno-del-paparazzo-sanremo-giorno-zero
foto: laRegione
‘Segua quell’auto’

Si affiancano all’altezza di Ovada scendendo verso il mare, vetri oscurati con dentro nient’altro che sagome, rese tali dalle luci delle gallerie nell’eterno senso alternato di marcia che bloccò l’estate delle Alpi Liguri e che ora si estende fino all’Autostrada dei Fiori. Che ci fanno due van Mercedes neri incollati l’uno all’altro a Ovada, a velocità tipica da “ci abbiamo uno importante a bordo”? I van neri sono le auto ufficiali del Festival e portano i cantanti dall’hotel all’Ariston, tranne quelli che pernottano al Globo, appiccicato al teatro, il tre stelle in cui Morgan litigò con Bugo e altra storia della musica e del gossip. Viaggiano ad andatura sostenuta, i van, ma non d’emergenza. La domanda è: quale cantante mai, col settore in crisi, si farebbe accompagnare in autostrada da Ovada fino a Sanremo? E in due veicoli distinti, per giunta. Perché ci scommettiamo lo stipendio di febbraio che i due van stanno andando a Sanremo, e che forse il cantante non è uno solo, magari è una band. Ma che ci fanno per strada quando a Genova c’è Cristoforo Colombo l’aeroporto?

Diventato fisso allo svincolo per Ventimiglia, perché è proprio verso Ponente che stanno andando, il pensiero si fa concetto al casello di Varazze, producendo due possibilità: 1. Chi è a bordo dei due van ha una fottuta paura di volare. In fondo, la storia della musica è piena di gente che ha paura di volare, chiedete a Mina, chiedete a Buddy Holly, chiedete a John Denver (con tutte le difficoltà, Mina potrebbe ancora rispondervi, non così gli altri due). 2. La band non arriva dall’Italia. La band è atterrata con un volo transoceanico che non farebbe mai tappa a Genova, ma al massimo a Milano Malpensa. Nel momento di crisi generale, la band ha abbastanza successo per potersi pagare due van prodotti dalla multinazionale di Stoccarda e farsi portare, nel ben noto comfort teutonico, sino al Festival di Sanremo. Potrebbero essere gli ospiti di martedì, i tempi ci sono tutti: arrivo domenica sera, prove di lunedì, show il giorno dopo, ritiro del cash, arrivederci e grazie.

Lo insegnano a Hollywood, dove nessuno s’accorge mai se un’auto ti sta seguendo: stare nel culo al veicolo davanti può destare sospetti, anche se guidi una Citroën C3. Anzi, forse proprio perché guidi una Citroën C3. Meglio alternarsi con altre auto, come i ciclisti in fuga a darsi il cambio, nascondendo i progetti di fuga. Dopo tot chilometri a debita distanza, ma senza mai mollare la scia, più o meno all’altezza del casello di Imperia Est, forse la Citroën C3 ha dato nell’occhio oppure la band è in ritardo: a chi guida i due van il piede gli si fa improvvisamente pesante e le due auto di Stoccarda iniziano a fregarsene dei limiti di velocità; un 120 su 60 in Svizzera vale La Stampa (intesa non come categoria ma come carcere), e il 145 su 90 manda definitivamente in vacca il nostro sogno di paparazzo. In un più rassicurante 115 su 110, la Citroën C3 torna utilitaria come mamma l’ha fatta. «Se solo si fossero fermati all’Autogrill a far pipì…», dice chi viaggia con noi. E nella convinzione di avere perso un’occasione ci vengono in mente le parole di Elio: “Maledetto rock and roll, tu spacchi gli alberghi e orini sul mondo”.

Chissà. Se gli occupanti dei van avessero orinato sul mondo all’Autogrill di Castellaro Nord, l’ultima occasione, oggi avremmo una di quelle foto in cui la star ti mostra le bianche terga, ti alza un medio dritto in faccia o magari la faccia te la rompe: tu diventi famoso, ci scrivi un libro, vai da Red Ronnie e i biografi del rock ti citeranno per sempre. Famoso come Mark Chapman, ma simpatico. Però, sai che delusione se dai van, a Castellaro Nord, fossero scesi non i Måneskin, ma una comitiva di manager giapponesi in vacanza premio. Ecco, di sicuro le foto ce le avrebbero fatte loro.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Culture
Società
1 ora
A New York la palma di città più cara al mondo
La Grande Mela soffia il primato (durato un anno) a Tel Aviv, che scivola sul terzo gradino del podio, preceduta anche da Singapore
Società
3 ore
A come... abbronzatissimi. Anzi no: lo dice Tik Tok
Allarme per incidenza record di cancro alla pelle in Australia, e il social network censura sfide e video... roventi
Microcosmi/Microcinema
9 ore
Il cinema, la Valle, la Finlandia
Storie di architettura al Cine-Teatro Blenio, dove s’incontrano Giampiero Cima, Alvar Aalto e Aki Kaurismaki
Spettacoli
11 ore
Per i Guns N’ Roses solo rose, niente pistole
La popolare band fa causa a un negozio di armi online reo, a suo dire, di averne plagiato il nome
Culture
1 gior
Addio a Vittorio Barino
Regista di teatro e di televisione, legato tanto al dialetto quanto alla lingua italiana, è morto all’età di 87 anni. Il ricordo di Flavio Sala
Spettacoli
1 gior
Lugano applaude Umberto Tozzi, una canzone è per sempre
Tutte le strade portano sempre a ‘Gloria’, alla quale il ‘Gloria Forever Tour’ è dedicato: canti di gruppo e, alla fine, Palacongressi in piedi
Scienze
1 gior
Ecco cosa causa le eruzioni esplosive di Etna e Stromboli
I due vulcani, generalmente di tipo effusivo, a volte manifestano eventi esplosivi a causa di nanocristalli che rendono il magma denso e causano bolle
Spettacoli
1 gior
Un premio ‘negativo’ per l’emiro del Qatar
Il festival dell’umorismo di Arosa ha assegnato il ‘Pupazzo di neve dell’anno 2022’ a Tamim bin Hamad Al Thani per il suo disprezzo per i diritti umani
Spettacoli
1 gior
È morto Brad William Henke, star di ‘Orange Is the New Black’
L’attore è morto nel sonno a 56 anni per cause ancora non rese note. Suo il ruolo dell’agente Piscatella nella serie Netflix e quello di Bram in ‘Lost’
Spettacoli
1 gior
La battaglia di Arbedo tra donne e Cabaret
Mercoledì al Sociale PonteatriAmo rivisita lo scontro di 600 anni fa tra milanesi e confederati, sul copione inconfondibile di Renato Agostinetti
© Regiopress, All rights reserved