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Spike Lee (foto Keystone)
06.07.21 - 20:41
di Ugo Brusaporco

È il festival di Cannes, e il Covid deve nascondersi

Serata di apertura per la 74ª edizion del festival, tra vacanzieri curiosi, controlli di sicurezza e gli applausi

Che dire degli assembramenti? Qui è impossibile soffrire di solitudine. La Croisette è un ammasso senza fine di vacanzieri curiosi, liberi di fare tutto, dai selfie selvaggi all'inseguire una sardina scambiandola per una grande attrice, basta che una voce urli un nome e un'onda umana improvvisamente si muove creando confusione. È il festival di Cannes e il povero Covid deve nascondersi. Non da tutti, chi lavora dentro il Palais, come noi, deve prima passare una barriera dove controllano il certificato di vaccinazione o tampone fatto da poco, poi come in aeroporto ti scannerizzano, borsa compresa, poi fai la fila per il controllo borse... Perché ha quattro libri, non può leggerli uno alla volta? Mi chiedono e l'ombrello… non piove! Mi salva un suo collega spiegandogli che le previsioni non erano certe. Passa anche l'ombrello.

Ti guardi intorno e scopri che anche gli altri hanno qualcosa che non va. E siamo qui per vedere i film ma sembra la cosa meno importante in questa coreografia da serata inaugurale. È Cannes ed è come il Tour esistono tanti Festival e tante corse ciclistiche ma Cannes e il Tour sono speciali, raccontano altre storie e il pubblico le ama e stasera nessuno pensa alle semifinali di calcio, c'è la grande scalinata del Palais rivestita di rosso e l'annunciatore che invita Spike Lee a salirla ed è la magia che comincia e gli applausi e luci, ed è luglio e non maggio e dal mare una brezza di vento partecipa all'incanto della prima notte del Festival.

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