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14.08.22 - 18:00

Le lucciole preferiscono accoppiarsi lontano dai ‘riflettori’

La luce artificiale troppo forte rende faticosa la riproduzione. L’inquinamento luminoso ha degli effetti sul declino di alcune popolazioni di insetti.

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Le lucciole amano brillare di notte, ma faticano ad accoppiarsi quando la luce artificiale è troppo forte. Lo studio mette in guardia sugli effetti dell’inquinamento luminoso sul declino di alcune popolazioni di insetti.

È noto che l’illuminazione artificiale disturba il comportamento di molti animali notturni per quanto riguarda la ricerca di cibo, l’orientamento e può persino uccidere. Un esempio è la falena che vola intorno a una lampadina scambiandola per la Luna e alla fine muore per sfinimento.

Ma è difficile prevedere l’impatto di una luce notturna artificiale sempre più invasiva su animali abituati al buio da migliaia di anni. Per avere un quadro più chiaro, gli scienziati hanno studiato le lucciole, alcune delle cui specie (che sono più di 2000) sono considerate in declino, secondo la lista rossa delle specie minacciate dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).

Due ricercatori della Tufts University (Massachusetts) hanno misurato direttamente gli effetti della luce artificiale notturna sull’accoppiamento di questi coleotteri bioluminescenti e, di conseguenza, sulla loro riproduzione.

Difficoltà a localizzare i compagni giusti

Hanno condotto diversi esperimenti sulla famiglia Photinus, molto diffusa in Nord America. Negli adulti, la diffusione della luce (prodotta da una reazione chimica nell’addome) viene utilizzata per trovare un compagno durante la stagione degli amori.

Il maschio sfila emettendo dei flash, ai quali la femmina risponde, anch’essa con un bagliore. Si tratta di un modo per localizzare e riconoscere le femmine della stessa specie.

Degli osservatori dotati di luci Led sono stati posizionati ai margini della foresta al crepuscolo per imitare il segnale delle femmine a diversi livelli di illuminazione. Il risultato: 28 dei 29 maschi attirati si sono avvicinati alle "false" femmine, attirandole al buio, secondo lo studio pubblicato su Royal Society Open Science.

Lo stesso esperimento è stato condotto in un campo su 34 coppie di un’altra specie di Photinus: l’osservatore appostato sul posto a volte faceva brillare una lampada sul maschio in perlustrazione, a volte lasciava che la coppia si formasse al buio. Anche in questo caso, la luce artificiale, per quanto debole, ha disturbato in modo significativo la loro capacità di localizzare i compagni.

Nessun accoppiamento con luce troppo alta

I biologi hanno riprodotto il test in laboratorio, organizzando gli incontri in recinti variamente illuminati. Al crepuscolo naturale, il 45% delle coppie si è accoppiato "con successo". Lo stesso vale per la luce artificiale debole (3 lux, l’unità di misura dell’emissione luminosa). Ma a 30 lux nessuna delle 20 coppie è riuscita ad accoppiarsi.

Lo studio conclude che l’inquinamento luminoso gioca necessariamente un ruolo nel declino di alcune specie di lucciole e raccomanda di estendere questo tipo di ricerca per indirizzare meglio gli sforzi per proteggere le specie in pericolo.

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